Fisco e riscossione · Aggiornamento 2 settembre 2026
Con l’inizio di settembre termina la pausa estiva dell’attività ordinaria
di notifica dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le cartelle esattoriali settembre 2026 tornano quindi
al centro dell’attenzione di contribuenti, famiglie, professionisti
e imprese.
Cartelle esattoriali settembre 2026: cosa cambia
Durante il mese di agosto 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione
ha previsto uno stop dell’attività ordinaria di notifica,
ferma restando la possibilità di procedere nei casi urgenti
e inderogabili.
Dal 1° settembre 2026 l’attività ordinaria può
quindi riprendere e i contribuenti possono tornare a ricevere
cartelle di pagamento e altri atti della riscossione.
Attenzione, però: non tutte le sospensioni fiscali terminano
nello stesso giorno.
Per alcuni termini riguardanti le comunicazioni di irregolarità
dell’Agenzia delle Entrate opera infatti una sospensione
dal 1° agosto al 4 settembre.
In questa guida sulle cartelle esattoriali settembre 2026
vediamo quali atti possono arrivare, quali controlli effettuare
e cosa fare dopo la ricezione di una richiesta di pagamento.
Cartelle esattoriali settembre 2026: ripartono le notifiche
Con il 1° settembre 2026 termina lo stop ordinario
delle notifiche previsto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione
durante il mese di agosto.
Ciò significa che l’attività di riscossione può tornare
progressivamente alla normale operatività.
Questo non significa che tutti i contribuenti riceveranno
necessariamente una cartella nei primi giorni di settembre.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva infatti chiarito,
già nel luglio 2026, che l’attività si stava svolgendo secondo
volumi ordinari e che non era prevista un’anomala
concentrazione di cartelle o pignoramenti.
Perché ad agosto erano state sospese le notifiche?
La pausa estiva riguarda l’attività ordinaria di notifica
dell’Agente della riscossione durante agosto.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha comunicato per il 2026
lo stop delle notifiche ordinarie nel mese di agosto,
salvo gli atti urgenti e inderogabili.
È importante però precisare cosa non significa
questa sospensione.
- Non cancella automaticamente i debiti.
- Non annulla le cartelle già esistenti.
- Non costituisce una sanatoria generalizzata.
- Non elimina automaticamente interessi o somme dovute.
- Non sospende indistintamente qualsiasi scadenza fiscale.
Quali atti possono arrivare a settembre?
Dopo la pausa estiva possono riprendere, secondo la disciplina
applicabile, le notifiche degli atti della riscossione.
Tra gli atti che un contribuente può ricevere vi sono:
- cartelle di pagamento;
- intimazioni di pagamento;
- comunicazioni relative alla riscossione;
- atti collegati a precedenti posizioni debitorie;
- ulteriori atti previsti dalla normativa vigente.
Le somme possono derivare, ad esempio, da imposte,
contributi previdenziali, sanzioni, tributi locali
o altri crediti affidati all’Agente della riscossione.
La prima verifica consiste quindi nell’individuare
l’ente creditore e la natura del debito.
Cartelle esattoriali settembre 2026: cosa cambia dal 5 settembre
La normativa fiscale prevede una specifica sospensione estiva
per alcuni termini riguardanti le comunicazioni conseguenti
ai controlli delle dichiarazioni.
L’Agenzia delle Entrate indica che il termine per il pagamento
delle somme dovute a seguito di determinati controlli
automatizzati e formali è sospeso
dal 1° agosto al 4 settembre di ogni anno.
Di conseguenza, quando la sospensione trova applicazione
al caso concreto, il conteggio riprende dal
5 settembre.
È quindi importante distinguere la disciplina delle cartelle
da quella delle comunicazioni di irregolarità.
Differenza tra cartella esattoriale e avviso bonario
Cartella di pagamento e cosiddetto avviso bonario
non sono la stessa cosa.
Avviso bonario
Con questa espressione vengono generalmente indicate
le comunicazioni di irregolarità derivanti dai controlli
effettuati dall’Agenzia delle Entrate.
La comunicazione consente al contribuente di conoscere
le irregolarità riscontrate e di agire secondo le modalità
e i termini previsti.
Cartella di pagamento
La cartella riguarda invece somme affidate all’Agente
della riscossione dall’ente creditore.
Termini, conseguenze e strumenti di tutela possono quindi
essere differenti.
Cosa controllare appena arriva una cartella esattoriale
Ricevere una cartella non significa che il contribuente
debba limitarsi a pagare senza effettuare alcuna verifica.
È invece opportuno controllare rapidamente alcuni elementi.
-
Destinatario:
verificare che i dati indicati siano corretti. -
Ente creditore:
individuare chi richiede originariamente la somma. -
Natura del debito:
capire da cosa deriva la richiesta. -
Anno di riferimento:
controllare il periodo cui si riferisce il credito. -
Importo:
verificare capitale, interessi, sanzioni e altre somme. -
Notifiche precedenti:
ricostruire gli eventuali atti già ricevuti. -
Data di notifica:
può essere decisiva per il calcolo dei termini.
Quanto tempo ho per pagare una cartella?
I termini devono essere verificati in relazione al tipo
di atto ricevuto e alla disciplina applicabile.
Per questo motivo non è consigliabile utilizzare un termine
standard senza aver prima identificato correttamente il documento.
È necessario controllare almeno:
- data della notifica;
- tipo di atto;
- ente creditore;
- istruzioni presenti nel documento;
- termini per eventuali contestazioni;
- eventuali precedenti atti.
Cartella già pagata: cosa fare?
Può accadere che venga richiesta una somma che il contribuente
ritiene di avere già versato.
In questo caso è importante recuperare immediatamente
la documentazione che dimostra il pagamento.
Possono essere utili:
- ricevute di pagamento;
- modelli F24;
- ricevute telematiche;
- estratti conto;
- quietanze;
- precedenti comunicazioni dell’ente.
La posizione deve essere ricostruita documentalmente
prima di stabilire quale iniziativa intraprendere.
Ho ricevuto una cartella per un debito che non riconosco
Un’altra situazione frequente riguarda chi riceve una cartella
relativa a una somma di cui non ricorda l’origine.
In questi casi bisogna ricostruire la sequenza degli atti
e verificare:
- da quale ente deriva il credito;
- quale atto abbia originato la somma;
- l’anno cui si riferisce;
- se siano state effettuate precedenti notifiche;
- la documentazione disponibile.
Il fatto di non ricordare un debito non dimostra da solo
che la richiesta sia illegittima.
Allo stesso tempo, la ricezione della cartella non impedisce
di verificare eventuali irregolarità.
Prescrizione delle cartelle esattoriali: dopo quanti anni?
Non esiste un unico termine di prescrizione valido
indistintamente per qualsiasi credito contenuto in una cartella.
La valutazione dipende dalla
natura della somma richiesta e dagli atti
intervenuti successivamente.
Bisogna quindi analizzare:
- tipo di tributo o credito;
- data di origine del debito;
- precedenti notifiche;
- eventuali atti interruttivi;
- eventuali sospensioni applicabili.
Per questo motivo affermazioni come
“tutte le cartelle si prescrivono in cinque anni”
non sono corrette in termini generali.
Posso chiedere la rateizzazione della cartella?
Quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa,
il contribuente può valutare una richiesta di
rateizzazione delle somme affidate
alla riscossione.
La dilazione può essere utile quando il debito viene riconosciuto
ma il pagamento in un’unica soluzione risulta difficile.
Prima di richiederla è tuttavia opportuno verificare:
- l’importo complessivo dovuto;
- la posizione debitoria completa;
- eventuali rateizzazioni già esistenti;
- la sostenibilità del piano;
- eventuali contestazioni che si intendano proporre.
Cosa può succedere se non pago una cartella?
Ignorare una cartella può comportare, quando ne ricorrono
i presupposti previsti dalla legge, il proseguimento
dell’attività di riscossione.
A seconda della situazione possono assumere rilievo:
- intimazioni di pagamento;
- fermo amministrativo;
- ipoteca;
- pignoramento;
- altre procedure previste dalla normativa.
Ciò non significa che ogni cartella produca automaticamente
e immediatamente una procedura esecutiva.
Devono essere rispettati presupposti, termini e limiti
previsti dalla legge.
Possono pignorare subito il conto corrente?
La semplice ricezione di una cartella non equivale
automaticamente a un immediato prelievo delle somme presenti
sul conto corrente.
Le procedure esecutive richiedono il rispetto delle condizioni
previste dalla normativa.
Tuttavia, ignorare gli atti ricevuti può rendere progressivamente
più complessa la situazione.
Se sono già arrivati ulteriori atti della riscossione,
è quindi opportuno verificare tempestivamente la posizione.
Cartella notificata ad agosto 2026: è automaticamente nulla?
No.
Lo stop annunciato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione
riguardava l’attività ordinaria, mentre rimaneva possibile
procedere per gli atti urgenti e inderogabili.
Una cartella ricevuta durante agosto non può quindi essere
considerata automaticamente nulla per il solo fatto
di essere stata notificata in quel mese.
Occorre verificare concretamente:
- la tipologia dell’atto;
- la data di notifica;
- le modalità utilizzate;
- la disciplina applicabile;
- le ulteriori circostanze del caso.
Cartelle esattoriali settembre 2026: quali documenti conservare
Per verificare correttamente una posizione debitoria è utile
predisporre tutta la documentazione disponibile.
- Copia integrale della cartella.
- Documentazione relativa alla notifica.
- Eventuali PEC ricevute.
- Precedenti avvisi o comunicazioni.
- Ricevute dei pagamenti effettuati.
- Modelli F24.
- Eventuali provvedimenti di rateizzazione.
- Comunicazioni relative a definizioni agevolate.
- Atti provenienti dall’ente creditore.
- Eventuali ricorsi o provvedimenti giudiziari precedenti.
La ricostruzione cronologica degli atti può essere fondamentale
per stabilire quali possibilità siano effettivamente disponibili.
Domande frequenti sulle cartelle esattoriali settembre 2026
Dal 1° settembre 2026 ripartono le notifiche delle cartelle?
Fino al 4 settembre il Fisco è ancora fermo?
Dipende dal tipo di atto. Per alcuni termini relativi
alle comunicazioni conseguenti ai controlli fiscali,
la sospensione opera dal 1° agosto al 4 settembre.
È quindi necessario distinguere tali comunicazioni
dalle cartelle di pagamento.
Una cartella ricevuta ad agosto è automaticamente nulla?
Posso contestare una cartella esattoriale?
Dipende dalla natura del credito, dal motivo della contestazione,
dagli atti precedenti e dai termini applicabili.
È necessario esaminare tempestivamente la documentazione.
Posso rateizzare una cartella?
Quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa
è possibile valutare una richiesta di rateizzazione
delle somme affidate alla riscossione.
Se non pago mi pignorano subito?
Come faccio a sapere da cosa deriva la cartella?
È necessario verificare l’ente creditore, la causale,
l’anno di riferimento e gli eventuali atti precedenti
indicati o collegati alla richiesta.
Cartelle esattoriali settembre 2026: cosa fare subito
Settembre rappresenta un mese particolarmente importante
per i contribuenti che hanno posizioni aperte con il Fisco
o con altri enti creditori.
Le cartelle esattoriali settembre 2026
non devono essere ignorate, ma neppure considerate
automaticamente corrette senza alcun controllo.
Quando arriva un atto è opportuno verificare immediatamente:
- la natura del debito;
- la data della notifica;
- l’ente creditore;
- gli importi richiesti;
- gli eventuali atti precedenti;
- i pagamenti già effettuati;
- i termini applicabili;
- le possibili soluzioni.
ASSISTENZA LEGALE
Hai ricevuto una cartella esattoriale?
Hai ricevuto una cartella di pagamento,
un’intimazione o un altro atto
dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione?
Lo Studio Legale Mario Bonavita
può esaminare la documentazione e valutare la posizione
concreta, verificando il credito, le notifiche,
i termini applicabili e le possibili iniziative.
È utile predisporre la cartella completa,
gli eventuali atti precedenti e le ricevute
relative ai pagamenti già effettuati.
Fonti e riferimenti
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