Tetti bianchi, quanto si risparmierebbe davvero dipingendo tutte le case? Lo studio che ha fatto i conti su 30 anni


Il tetto diventa bianco, assorbe meno radiazione solare e nelle giornate roventi lascia entrare meno calore nell’edificio. Fin qui tutto bene. Poi arrivano l’inverno, lo sporco, la manutenzione e, dopo qualche anno, un’altra mano di vernice. Il Centre Scientifique et Technique du Bâtiment (CSTB) francese ha messo insieme anche questi pezzi e il risultato ridimensiona parecchio una soluzione che, vista da agosto, sembra quasi irresistibile: i rivestimenti riflettenti aiutano contro il surriscaldamento, ma su molti edifici terziari i risparmi energetici non bastano a recuperare costi e manutenzione.

L’analisi era stata commissionata dalla direzione francese competente per l’edilizia dopo che la legge del 10 marzo 2023 sulle energie rinnovabili aveva chiesto al Governo di valutare l’uso di materiali riflettenti sui tetti degli edifici non residenziali. Il rapporto del CSTB porta la data del 25 giugno 2024, è stato trasmesso al Parlamento nel gennaio 2025 e pubblicato sul portale governativo il 20 maggio 2026. La ricerca, insomma, aveva già qualche estate sulle spalle. Ora sono diventati pubblici anche i conti.

Di tetti bianchi avevamo già parlato, raccontando di uno studio dell’University College London sui cool roofs. Allora la domanda era diversa: quale intervento riuscirebbe a raffreddare meglio una città durante le giornate di caldo estremo?

I ricercatori avevano simulato diverse strategie nella Grande Londra durante le due giornate più calde dell’estate 2018. Se applicati su larga scala, i tetti riflettenti avrebbero ridotto la temperatura dell’aria urbana di circa 1,2 °C in media, arrivando localmente vicino ai 2 °C. Nel confronto modellistico facevano meglio, sul raffreddamento dell’aria esterna, di tetti verdi, pannelli fotovoltaici e aumento della vegetazione stradale.

Pochi mesi dopo, un’altra ricerca dello stesso gruppo pubblicata su Nature Cities aveva esteso la simulazione all’intera estate londinese del 2018: con una diffusione ampia dei cool roofs, la temperatura sarebbe diminuita in media di circa 0,8 °C e gli autori avevano stimato fino a 249 morti associate al caldo potenzialmente evitabili.

I risultati francesi arrivati ora sul tavolo non fanno sparire quei gradi. Aggiungono semplicemente la domanda che allora rimaneva fuori dall’inquadratura: quanto costa ottenere quel raffreddamento sul singolo edificio e per quanto tempo?

Il bianco raffredda. Il tetto, però, appartiene a un edificio

Il principio fisico resta lo stesso: una superficie con elevata riflettanza rimanda verso l’esterno una quota maggiore della radiazione solare e si scalda meno di una copertura scura. L’effetto cresce nei climi caldi, sui tetti molto esposti e quando proprio la copertura rappresenta una parte importante dello scambio termico dell’edificio.

Le dimensioni, però, cambiano parecchio il risultato. Il rivestimento lavora sul tetto e il beneficio si concentra soprattutto negli ambienti immediatamente sottostanti. Nei risultati del CSTB ripresi anche in un documento dell’Assemblée nationale, su un edificio di tre piani la riduzione del fabbisogno di raffrescamento dell’ultimo livello si aggira intorno al 5%; considerando tutto il fabbricato scende sotto il 2%.

Un capannone basso con migliaia di metri quadrati di copertura e un palazzo sviluppato in altezza possono quindi avere lo stesso sole sopra la testa e conti decisamente diversi.

Il bianco si sporca e prima o poi va rifatto

C’è poi una caratteristica piuttosto ostinata della vernice riflettente: continua a riflettere anche a gennaio. Nei mesi freddi una parte della radiazione solare può contribuire al riscaldamento dell’edificio; respingerla può aumentare il fabbisogno energetico. Quanto pesi dipende da clima, isolamento e caratteristiche del fabbricato.

Poi arriva la vita vera del tetto. Polvere, inquinamento e agenti atmosferici riducono nel tempo le prestazioni delle superfici. Servono pulizia, manutenzione e rinnovo del rivestimento. Nel luglio 2026, discutendo proprio dello studio al Senato francese, il ministro Vincent Jeanbrun ha ricordato che queste pitture si sporcano e devono essere riapplicate periodicamente. Il tetto candido della fotografia promozionale, evidentemente, non resta candido per decreto.

Portando i calcoli su un orizzonte di 30 anni, il CSTB ha trovato che per gli edifici con caratteristiche medie analizzati i costi superano ampiamente i risparmi energetici stimati. Le condizioni migliorano con climi più caldi, tetti inizialmente molto scuri, edifici poco isolati e poche superfici vetrate, senza trasformare però la pittura riflettente in una scelta economicamente vincente per qualsiasi copertura.

E qui compare un concorrente decisamente meno appariscente: l’isolamento. Negli edifici esistenti con tetti scarsamente isolati, secondo il CSTB, isolare la copertura produce benefici energetici molto maggiori rispetto alla sola pittura riflettente. Una soluzione meno visibile dall’alto, ma utile durante tutto l’anno.

Dove i tetti bianchi continuano ad avere senso

Il rapporto francese riguarda pitture riflettenti applicate ai tetti di edifici terziari: uffici, negozi, scuole, capannoni e altri immobili non residenziali. I risultati più favorevoli riguardano soprattutto edifici bassi, grandi coperture scure, climi caldi e situazioni nelle quali il raffrescamento estivo pesa molto sui consumi.

Ed è qui che il vecchio studio londinese e quello francese finiscono per raccontare due metà della stessa storia. Migliaia di superfici che accumulano meno energia solare possono abbassare la temperatura di una città durante un’ondata di caldo. Sul singolo edificio entrano invece dalla porta laterale prezzo dell’intervento, durata, manutenzione, isolamento, riscaldamento invernale e geometria del fabbricato.

Il CSTB segnala anche un costo meno visibile: alcuni rivestimenti contengono pigmenti, polimeri e altri componenti che, degradandosi all’esterno, possono disperdersi nell’ambiente. Un altro elemento da mettere sul tavolo prima di immaginare chilometri di coperture da verniciare.

Due anni fa guardavamo Londra e vedevamo fino a 2 °C in meno. Oggi la Francia ha aggiunto prezzi, manutenzione e trent’anni di vita del tetto. Il bianco continua a respingere il sole. Con le fatture, purtroppo, riflette molto meno.

Ti potrebbe interessare anche:


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.