Anche a settembre l’Assegno Unico Universale segue il calendario ufficiale INPS, ma non tutte le famiglie ricevono l’accredito nello stesso giorno – e non tutte ricevono lo stesso importo. Capire la differenza tra le varie situazioni aiuta a evitare inutili preoccupazioni e a sapere cosa controllare quando qualcosa sembra non tornare.
Quando arriva l’Assegno Unico a settembre 2026
Per la maggior parte dei beneficiari con posizione stabile, le date da segnare sono lunedì 21 e martedì 22 settembre 2026. Il calendario ufficiale INPS, comunicato con il Messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025, riguarda espressamente le prestazioni “in corso di godimento che non hanno subito variazioni”.
Chi ha già una domanda in stato “accolta” non deve presentare una nuova richiesta solo perché è iniziato settembre: la Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 conferma la continuità automatica delle domande già accolte.
È importante non trasformare il 22 settembre in una scadenza valida per ogni situazione. Se il nucleo ha modificato la domanda, inserito un nuovo figlio, aggiornato la posizione di un figlio maggiorenne o presenta altre variazioni rilevanti, la posizione non rientra necessariamente in questa finestra standard.
Chi riceve il pagamento nell’ultima settimana del mese
Il caso specifico riguarda la prima rata: per chi presenta una nuova domanda, il calendario ufficiale stabilisce che il primo pagamento viene effettuato, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Una domanda inviata ad agosto 2026 e successivamente accolta può quindi avere come riferimento l’ultima settimana di settembre.
Vale la pena ricordare la differenza tra i due percorsi: chi ha già una domanda accolta prosegue automaticamente, salvo variazioni da comunicare; chi presenta una nuova domanda entra invece in un proprio ciclo di lavorazione, con tempi che possono non coincidere con quelli delle prestazioni già in corso.
Quanto vale l’Assegno Unico a settembre
Gli importi 2026 sono quelli aggiornati dall’INPS con la rivalutazione dell’1,4%. Per un figlio minorenne, la quota base varia da 58,30 euro (in assenza di ISEE valido o oltre la soglia massima) fino a 203,80 euro nella fascia ISEE più bassa.
L’importo effettivo può però superare questa cifra quando spettano una o più maggiorazioni, legate ad esempio all’età dei figli, alla disabilità, al numero dei componenti del nucleo o alle condizioni lavorative dei genitori. Un esempio pratico: per un figlio con meno di un anno è prevista una maggiorazione del 50%. Applicata alla quota base massima di 203,80 euro, la maggiorazione porta il totale teorico a circa 305,70 euro.
Secondo l’ultimo Osservatorio INPS pubblicato il 26 agosto 2026, l’importo medio per figlio a giugno – comprese le maggiorazioni – si aggirava sui 175 euro, con valori che cambiano molto in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare.
L’ISEE presentato dopo il 30 giugno: cosa cambia
Il termine del 30 giugno 2026 per ottenere, tramite una DSU presentata entro quella data, il ricalcolo retroattivo dell’Assegno Unico a partire da marzo è ormai scaduto. Questo non significa però che presentare oggi l’ISEE sia inutile.
Senza un ISEE 2026 correttamente attestato, l’INPS applica l’importo minimo previsto. Una DSU presentata successivamente può comunque essere usata per ottenere l’importo collegato all’indicatore corretto nelle mensilità successive, anche se non permette di recuperare automaticamente gli arretrati da marzo.
Se l’importo di settembre cambia rispetto ad agosto
Un accredito diverso dal mese precedente non significa automaticamente un errore. Possono incidere variazioni già comunicate nella domanda, l’acquisizione di un nuovo ISEE, la maturazione o la cessazione di una maggiorazione, o il compimento di determinate età da parte dei figli.
Un caso frequente riguarda il compimento dei 18 anni: la prosecuzione dell’Assegno Unico fino ai 21 anni è collegata a condizioni specifiche previste per i figli maggiorenni, che devono risultare correttamente registrate. Lo stesso vale per una nascita o una variazione legata alla disabilità.
Prima di segnalare un problema, conviene quindi verificare quale elemento specifico può essere cambiato, piuttosto che confrontare semplicemente il bonifico con quello del mese precedente.
Come verificare il pagamento su MyINPS
L’INPS mette a disposizione il servizio “Stato di un pagamento”, consultabile nell’area riservata MyINPS. Attraverso questo servizio è possibile:
- controllare lo stato della domanda (una pratica “Accolta” non è la stessa cosa di una posizione sospesa, revocata o “in evidenza al cittadino”)
- verificare se il pagamento è stato effettivamente disposto, senza affidarsi solo al calendario generale
- controllare la modalità di accredito, dato che un IBAN non verificabile può bloccare il pagamento
- leggere il Centro notifiche, dove l’INPS può inviare comunicazioni personalizzate in presenza di anomalie
Le notifiche possono comparire direttamente su MyINPS e, per chi ha dato il consenso, essere anticipate tramite SMS o email.
Cosa fare se l’accredito non arriva
Se dopo la finestra ordinaria del 21-22 settembre non compare alcuna disposizione di pagamento e non è chiaro il motivo, il consiglio è di non aspettare passivamente ma verificare la propria posizione con i dati della domanda e l’attestazione ISEE alla mano.
Il CAF Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per il calcolo dell’ISEE, la verifica della domanda e qualsiasi chiarimento sui pagamenti dell’Assegno Unico. Puoi prenotare un appuntamento direttamente online sul sito fenalca.it.
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