Gli studentati realizzati con il sostegno del PNRR possono rappresentare una soluzione economicamente più conveniente rispetto all’affitto tradizionale di una stanza sul mercato privato. A evidenziarlo sono le anticipazioni dell’Osservatorio sullo Student Housing di Scenari Immobiliari, che ha analizzato un campione di oltre 200 strutture e circa 10.000 posti letto finanziati attraverso il Decreto ministeriale 481/2024.
Il confronto, secondo l’analisi, deve però tenere conto della diversa composizione delle due offerte. La tariffa applicata negli studentati finanziati dal Ministero dell’Università comprende infatti una serie di servizi e costi che, nel mercato tradizionale, vengono normalmente sostenuti separatamente dallo studente o dalla famiglia.
Non basta confrontare il solo canone
Mettere a confronto il canone nominale di una stanza in appartamento con la tariffa di uno studentato può quindi restituire un quadro parziale della convenienza economica.
Negli studentati PNRR, la Tariffa Media Ridotta comprende infatti, oltre all’alloggio, anche utenze, connessione internet, reception, manutenzione, pulizia degli spazi comuni e gestione delle strutture condivise. A questi elementi si aggiungono servizi legati alla sicurezza, allo studio e alla vita quotidiana degli studenti.
Nel libero mercato, invece, una parte consistente di queste voci rimane a carico dell’inquilino e deve essere aggiunta al canone di locazione.
Il confronto tra le tariffe
Secondo i dati elaborati da Scenari Immobiliari, la tariffa media nazionale di una camera singola in uno studentato finanziato dal PNRR è pari a circa 595 euro al mese, comprensivi dei servizi.
Considerando la quota destinata al diritto allo studio universitario, che rappresenta circa il 30% dei posti letto e prevede una tariffa media di 250 euro mensili, il valore medio ponderato nazionale scende a circa 490 euro al mese, sempre comprensivi di utenze e servizi.
Sul mercato privato, invece, il canone medio nazionale per una camera singola è di circa 355 euro mensili. Il dato si riferisce però esclusivamente alla locazione di uno spazio in un immobile esistente e non comprende le altre spese.
Se si prende in considerazione la nuova offerta immobiliare, il canone medio sale a circa 475 euro al mese. A questa cifra vanno aggiunti spese condominiali, utenze e altri costi legati alla gestione dell’abitazione, portando la spesa complessiva stimata oltre i 700 euro mensili.
La componente immobiliare pesa meno negli studentati PNRR
Un altro elemento dell’analisi riguarda la composizione interna della tariffa.
Negli studentati finanziati dal PNRR, il costo della sola componente immobiliare rappresenta mediamente il 40-50% della tariffa complessiva. Nel mercato privato, invece, la quota riconducibile all’immobile arriva mediamente al 60-70% dell’offerta.
Tradotto in valori assoluti, la componente immobiliare dello studentato si colloca tra circa 240 e 300 euro al mese considerando la tariffa PNRR piena, mentre scende a circa 195-245 euro nel valore ponderato con la quota DSU.
Nel mercato privato, la componente immobiliare arriva invece a circa 430-500 euro mensili.
La parte restante della tariffa degli studentati finanzia servizi e gestione della struttura, comprese utenze, manutenzione e attività necessarie per garantire sicurezza e funzionalità degli spazi.
Il vantaggio aumenta nelle città con maggiore pressione abitativa
Il divario risulta ancora più evidente nelle aree caratterizzate da una maggiore domanda abitativa studentesca.
Nel Nord-Est, i canoni del mercato privato risultano mediamente superiori del 74% rispetto alla componente immobiliare della tariffa PNRR piena e del 110% rispetto a quella ponderata con la quota DSU.
Nel Nord-Ovest il differenziale raggiunge rispettivamente il 65% e il 102%, mentre nel Centro Italia si attesta al 65% e al 97%.
I dati indicano quindi come il modello degli studentati sostenuti dal PNRR possa assumere un peso particolarmente rilevante proprio nei territori nei quali la pressione della domanda rende più difficile trovare alloggi a prezzi accessibili.
Servizi inclusi e maggiore qualità dell’offerta
Il vantaggio degli studentati non riguarda soltanto il prezzo.
Le strutture finanziate dal PNRR prevedono normalmente servizi quali manutenzione, utenze, connessione internet, pulizia delle aree comuni, reception, sale studio e lavanderia, oltre alla gestione degli spazi condivisi.
In alcune strutture sono inoltre disponibili servizi dedicati alla socialità, all’integrazione e al benessere degli studenti.
Si tratta di elementi che nel mercato tradizionale possono essere assenti oppure richiedere una spesa aggiuntiva.
Affitto e servizi: come cambia il budget mensile
Anche l’analisi della spesa complessiva degli studenti evidenzia una diversa distribuzione dei costi.
Negli studentati realizzati con il PNRR, la quota destinata alla sola locazione rappresenta circa il 38% della spesa mensile complessiva. Nel mercato privato la stessa componente arriva invece al 64%.
La differenza evidenzia come negli studentati una parte più contenuta del budget venga assorbita dall’alloggio, lasciando maggiori risorse disponibili per le altre esigenze legate alla vita universitaria.
Un’offerta concentrata nei principali poli universitari
Il campione analizzato da Scenari Immobiliari è composto da strutture e posti letto localizzati prevalentemente nelle aree a maggiore attrattività universitaria.
Circa il 60% dei posti letto si concentra tra Nord-Ovest e Nord-Est, territori nei quali la domanda abitativa studentesca è particolarmente elevata.
La distribuzione risente anche delle indicazioni previste dalla Missione 4, Componente 1 del PNRR e dal DM 481/2024, che stabiliscono specifici obiettivi territoriali per lo sviluppo della nuova offerta di alloggi universitari, con almeno il 40% dei nuovi posti letto destinato al Mezzogiorno.
Student housing, una leva anche per il mercato residenziale
Secondo Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari, il confronto tra studentati PNRR e mercato privato deve essere effettuato considerando la reale composizione dei costi sostenuti dalle famiglie.
La nuova offerta di student housing può infatti combinare standard qualitativi più elevati, servizi integrati e una maggiore prevedibilità della spesa mensile. Un elemento che potrebbe assumere un peso crescente nei principali poli universitari italiani.
Lo sviluppo degli studentati viene così indicato non soltanto come risposta alla carenza di alloggi per studenti, ma anche come possibile strumento per ridurre la pressione sul mercato residenziale e rafforzare l’attrattività delle città universitarie.
L’Osservatorio sullo Student Housing presenterà a Roma, nel prossimo autunno, la ricognizione nazionale completa.
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