L’assegno unico e universale è il sostegno economico mensile che l’INPS riconosce alle famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni.
Nel 2026 gli importi sono stati rivalutati: per ogni figlio minorenne si arriva fino a 203,80 euro al mese con ISEE fino a 17.468,51 euro.
In questa guida spieghiamo come funziona, chi può richiederlo, quali requisiti servono, come si presenta la domanda, quanto spetta in base all’ISEE e quali sono le novità 2026 introdotte dall’INPS e dalla legge di bilancio.
Cos’è l’assegno unico e universale
L’assegno unico è la misura introdotta dal decreto legislativo n. 230 del 2021 per sostenere tutte le famiglie con figli, a prescindere dalla condizione lavorativa dei genitori.
Lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e disoccupati possono riceverlo: conta soprattutto l’ISEE del nucleo familiare.
La misura ha sostituito le vecchie detrazioni IRPEF per i figli sotto i 21 anni e gli assegni familiari per i nuclei con figli. Viene erogata in 12 mensilità, di norma accreditata nella seconda metà del mese.
Per i figli con disabilità il diritto all’assegno non ha limiti di età: resta valido finché il figlio è a carico, anche dopo i 21 anni.
Requisiti 2026: chi può richiedere l’assegno
Il diritto all’assegno unico dipende dai requisiti del genitore richiedente e da quelli del figlio. I due blocchi di condizioni vanno verificati insieme prima di presentare la domanda.
Requisiti del genitore che presenta la domanda
- Cittadinanza: italiana, di un Paese dell’Unione Europea, oppure extra-UE con permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, permesso unico di lavoro o permesso per motivi di ricerca di durata superiore a 6 mesi
- Residenza e domicilio in Italia per tutta la durata della prestazione
- Soggettività passiva IRPEF: essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia
- Residenza in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale
Requisiti dei figli
L’assegno spetta per ogni figlio minorenne a carico. Per i figli tra i 18 e i 21 anni il diritto continua solo se il giovane:
- frequenta un corso di formazione scolastica o professionale, un percorso ITS o un corso di laurea
- svolge un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui
- è titolare di un contratto di apprendistato
- è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i centri per l’impiego
- svolge il servizio civile universale
Per i figli con disabilità a carico non esiste limite di età. La tutela è estesa anche ai nipoti in caso di affidamento formale o collocamento eterofamiliare.
Nascituri e neonati
L’assegno spetta anche per i nascituri, a partire dal settimo mese di gravidanza, previa presentazione del certificato medico.
Dopo la nascita la domanda va presentata appena il bambino ha il codice fiscale: l’INPS liquida gli arretrati maturati dal settimo mese di gestazione con la prima mensilità utile.
Importi assegno unico 2026: quanto spetta
Gli importi 2026 sono stati aggiornati con la circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, che ha rivalutato valori e soglie ISEE in base all’inflazione.
L’importo pieno per i figli minorenni è di 203,80 euro al mese con ISEE fino a 17.468,51 euro. All’aumentare dell’ISEE l’importo scende in modo graduale, fascia per fascia, fino al valore minimo.
Superata la soglia massima di 46.582,71 euro, o in assenza di ISEE valido, spetta l’importo minimo di 58,30 euro per i minorenni.
Sintesi degli importi base
- ISEE fino a 17.468,51 euro: 203,80 euro al mese per figlio minorenne, 99,10 euro per figlio tra 18 e 20 anni
- ISEE oltre 46.582,71 euro o assente: 58,30 euro per figlio minorenne, 29,10 euro per figlio maggiorenne
- Tra le due soglie l’importo si riduce progressivamente: per fare un esempio, con ISEE intorno a 20.000 euro spettano circa 191 euro al mese per figlio minorenne
Per conoscere la cifra esatta del proprio nucleo si può usare il simulatore INPS disponibile sul sito dell’Istituto, oppure rivolgersi a un CAF o a un patronato.
Le maggiorazioni 2026
All’importo base si sommano diverse maggiorazioni, che aumentano sensibilmente la cifra mensile. Ecco quelle in vigore per il 2026:
- Figli con disabilità sotto i 21 anni: maggiorazione fissa di 122,30 euro per la non autosufficienza, 110,60 euro per la disabilità grave, 99,10 euro per la disabilità media
- Figli dal terzo in poi: maggiorazione fino a 99,10 euro al mese per ogni figlio successivo al secondo, graduata in base all’ISEE
- Madre con meno di 21 anni: 23,30 euro in più al mese per ciascun figlio, senza requisiti ISEE
- Bonus secondo percettore: fino a 34,90 euro per figlio se entrambi i genitori lavorano, compresi redditi da pensione, NASpI e DIS-COLL
- Figli sotto l’anno: incremento del 50% dell’importo calcolato fino al compimento del primo anno di vita
- Nuclei con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: incremento del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anni
- Nuclei con almeno 4 figli a carico: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese
Il bonus secondo percettore è riconosciuto anche al genitore rimasto solo per la morte dell’altro, per un massimo di 5 anni dall’evento. Le maggiorazioni si sommano tra loro e all’importo base.
Esempio di calcolo
Prendiamo una famiglia con ISEE di 12.000 euro e due figli minorenni. Per ogni figlio spetta l’importo pieno di 203,80 euro: il totale mensile è di 407,60 euro.
Se entrambi i genitori lavorano, si aggiunge il bonus secondo percettore di 34,90 euro per figlio: il totale sale a 477,40 euro al mese.
Se uno dei bambini ha meno di un anno, sull’importo di quel figlio scatta l’incremento del 50%, con un totale che supera i 570 euro mensili.
Come fare domanda per l’assegno unico
La domanda si presenta all’INPS, gratuitamente, in tre modi. Chi ha già una domanda accolta non deve rifarla ogni anno: la prestazione prosegue d’ufficio, salvo decadenza o revoca.
Online sul sito INPS
Dal portale inps.it si accede al servizio dedicato con SPID, CIE o CNS. La procedura guidata chiede i dati del nucleo familiare, il codice fiscale dei figli e l’IBAN per l’accredito. L’importo spettante viene calcolato in automatico dall’INPS.
Contact center INPS
Chi preferisce il telefono può chiamare il numero verde 803 164, gratuito da rete fissa, oppure il 06 164 164 da cellulare, a pagamento. L’operatore assiste nella compilazione della domanda.
CAF e patronato
I CAF e i patronati, presenti in tutta la provincia di Napoli, offrono assistenza gratuita: compilano la DSU per l’ISEE, presentano la domanda e seguono le eventuali integrazioni richieste dall’INPS. È la soluzione consigliata a chi non ha familiarità con i servizi digitali.
Documenti necessari
- Codice fiscale del richiedente e di ciascun figlio
- IBAN del conto corrente o della carta prepagata su cui accreditare l’assegno
- ISEE aggiornato: per gli importi pieni serve la DSU presentata per l’anno in corso
- Certificato medico di gravidanza, per la domanda anticipata dei nascituri
Quando arriva il pagamento
L’assegno viene accreditato ogni mese, di norma nella seconda metà del mese. Per il 2026 l’INPS ha pubblicato il calendario ufficiale con il messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025.
Le date variano tra il 15 e il 22 del mese per le prestazioni in corso che non subiscono variazioni: per settembre 2026, ad esempio, l’accredito è previsto per il 21 e 22 settembre.
Le somme arrivano su conto corrente, su libretto postale o tramite bonifico domiciliato presso gli uffici postali per chi non ha un conto. Dopo ogni accredito si può verificare l’importo nel Fascicolo previdenziale del cittadino, nell’area personale INPS.
Le novità 2026: rivalutazione, nuovo ISEE e numeri del report
L’anno 2026 ha portato tre novità principali per l’assegno unico. La prima è la rivalutazione degli importi dell’1,4%, calcolata sulla variazione ISTAT dei prezzi.
I nuovi valori sono in pagamento dalla mensilità di febbraio 2026, con il conguaglio di gennaio arrivato a partire da marzo. La seconda novità è il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dalla legge di bilancio 2026.
Il nuovo indicatore viene utilizzato per calcolare l’assegno dalla mensilità di marzo 2026: la DSU si presenta come sempre, anche in modalità precompilata dal portale unico ISEE o dall’app INPS Mobile.
Chi non ha un ISEE valido riceve gli importi minimi. Per il 2026, chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno ha ottenuto gli arretrati dalla mensilità di marzo; per le presentazioni successive conviene verificare con l’INPS o un patronato le mensilità spettanti.
La terza novità riguarda i numeri della misura: secondo il report INPS sul primo semestre 2026 i figli beneficiari sono circa 9,6 milioni, 100mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’importo medio per figlio è salito per effetto della rivalutazione: un quadro completo è nell’articolo dedicato sull’aumento degli importi mensili dell’assegno unico.
Domande frequenti sull’assegno unico
Devo presentare la domanda ogni anno?
No: se la domanda è stata accolta, la prestazione continua in automatico. Serve però aggiornare l’ISEE ogni anno, di norma entro febbraio, per mantenere gli importi pieni da marzo. Senza ISEE aggiornato si riceve l’importo minimo.
Cosa succede se non presento l’ISEE?
L’assegno viene comunque erogato, ma con gli importi minimi: 58,30 euro al mese per i figli minorenni e 29,10 euro per i maggiorenni. Presentando la DSU, l’importo viene ricalcolato e spettano gli arretrati nei casi previsti dalla normativa.
Mio figlio compie 18 anni: cosa cambia?
L’importo si riduce: si passa dal valore per minorenni, fino a 203,80 euro, a quello per maggiorenni, fino a 99,10 euro. Per continuare a riceverlo il figlio deve rispettare i requisiti di studio o lavoro previsti fino ai 21 anni.
Spetta anche a disoccupati e lavoratori autonomi?
Sì: l’assegno unico è universale e non dipende dalla condizione lavorativa. L’importo varia solo in base all’ISEE. Se entrambi i genitori lavorano, si aggiunge il bonus secondo percettore.
È compatibile con il bonus asilo nido e con l’Assegno di inclusione?
Sì: l’assegno unico si cumula con il bonus asilo nido, con l’Assegno di inclusione e con l’assegno di maternità dei Comuni. Non spettano invece le vecchie detrazioni per i figli sotto i 21 anni, assorbite dalla nuova misura.
Un genitore extra-UE può richiederlo?
Sì, se è titolare di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, di un permesso unico di lavoro o di un permesso per motivi di ricerca di durata superiore a 6 mesi, oltre ai requisiti di residenza in Italia.
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