Tassazione extraprofitti o contributi fiscali una tantum? Botta e risposta tra Bonelli e Tajani


Tassazione extraprofitti o contributi fiscali una tantum a carico delle imprese energetiche e delle banche? A La Piazza 2026 il botta e risposta tra Bonelli e Tajani

Durante la seconda giornata della storica kermesse “La Piazza 2026”, organizzata dall’associazione La Piazza: il bene comune e Affaritaliani.it, è andato in scena una sorta di “scontro a distanza” sul fisco tra Angelo Bonelli, deputato e portavoce di Europa Verde, uno dei quattro leader della coalizione di sinistra del “Campo Largo”, e Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia, vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri.

Bonelli durante il suo intervento ha chiesto ai giornalisti perché non chiedono a Tajani di spiegare bene perché in Italia non è possibile tassare gli extra profitti.

La palla è stata colta al balzo da Francesco Giorgino, uno dei moderatori dell’evento e giornalista RAI, che durante la sua intervista a Tajani ha chiesto cosa intende fare il Governo sul tema degli extra profitti, soprattutto al fine di affrontare le conseguenze economiche e geoeconomiche delle crisi in atto.



Secondo Tajani due sono i punti da affrontare e chiarire in questa discussione.

Innanzitutto la parola:

l’extra-profitto è un concetto che non esiste in diritto

Secondo il vice premier e ministro degli esteri:

Esiste il profitto. L’extra-profitto fa tornare in mente parole come sovrastruttura, insomma fa venire in mente Il Capitale di Karl Marx. È un concetto da regime socialista.

Perché poi chi decide qual è il profitto e qual è l’extra-profitto? L’extra-profitto lo decide un burocrate di qualche ministero italiano o qualche burocrate di Bruxelles?

Allora, tassare l’extra-profitto è un’imposizione che mette in difficoltà le imprese perché vedono nello Stato un nemico che impone delle tasse.

Mette a repentaglio la credibilità del Paese, perché un governo che impone tasse alle imprese è un governo che non agevola gli investimenti nel nostro Paese.

Tutti gli esperti di energia dicono che tassare gli extra-profitti, i cosiddetti extra-profitti, è un errore clamoroso perché, quando è stato fatto, non ha mai portato dei risultati economici positivi”.

Qui c’è il secondo punto della discussione. Secondo Tajani le imprese petrolifere devono comunque dare, in un momento di difficoltà, il loro contributo economico. Ma, prosegue, il vice premier:

Un conto è imporlo con la tassazione, un conto è raggiungere un accordo politico tra il governo e le imprese per coinvolgerle in una politica di sostegno dell’economia italiana e di sostegno dei cittadini italiani.

È quello che abbiamo fatto con le banche.

Io mi sono opposto quando ci fu il tentativo di tassare gli extra-profitti delle banche, però, nello stesso tempo, con il metodo del dialogo, abbiamo portato 10 miliardi delle banche nelle casse dello Stato. Con il dialogo!

Che cosa significa? Che se tu dialoghi e li coinvolgi, il Governo si rafforza perché è più credibile, perché porta dalla sua parte gli investitori, le imprese più importanti, e queste trascinano anche investitori stranieri nel nostro Paese

Quindi una politica che non spaventa le imprese, ma che coinvolge le imprese facendo loro essere partecipi di un’azione a sostegno degli italiani che hanno realmente bisogno.”

E in questa chiusura di intervista che si è inserita la curiosità dei giornalisti. Cosa intende esattamente Tajani quando dice che con il dialogo “è possibile coinvolgere le imprese affinché siano partecipi di un’azione a sostegno degli italiani che hanno bisogno”?

Probabilmente ci si riferisce a un possibile contributo economico una tantum, che potrebbe trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio 2027, l’ultima del Governo Meloni I, prima delle prossime elezioni politiche del prossimo anno.

Una Manovra che si annuncia espansiva, a differenza delle precedenti, rispettando il tradizionale approccio dei Governi italiani alla Finanziaria pre elettorale.

Un commento lo merita l’affermazione relativa ai 10 miliardi incassati dallo Stato dalle banche, sulla quale appare doveroso raccontare nel dettaglio i fatti.

Quando nell’estate del 2023 il governo avanzò l’idea di applicare una tassa straordinaria del 40% sugli extraprofitti bancari generati dall’aumento dei tassi di interesse, la norma fu poi modificata in Parlamento.

Nel testo definitivo fu inserita una clausola di opzione:

  • o le banche pagavano la nuova imposta;
  • oppure destinavano una somma equivalente (pari a 2,5 volte l’importo del tributo) a riserva di patrimonio non distribuibile.

La quasi totalità degli istituti di credito scelse la seconda opzione: di conseguenza, nel 2023-2024 il gettito diretto della tassa sugli extraprofitti nelle casse dello Stato fu pari a zero.

Da dove viene la cifra dei 10 miliardi cui fa riferimento Tajani?

La cifra citata dal vice premier durante il suo intervento a La Piazza 2026 si riferisce alla liquidità rafforzata e accantonata nei patrimoni delle banche a seguito del dialogo politico e dell’emendamento approvato.

Invece di prelevare risorse direttamente, il Governo ha spinto le banche ad accantonare patrimonio per circa 6-7 miliardi di euro, rafforzando i coefficienti di stabilità del sistema bancario nazionale.

Negli anni successivi, attraverso norme di affrancamento e anticipi fiscali concordati con gli istituti di credito (come le anticipazioni di imposte differite e contributi straordinari concordati), lo Stato ha incassato liquidità aggiuntiva ed entrate fiscali ordinarie nell’ordine di diversi miliardi di euro.

Di conseguenza, è vero che non si è trattato di una vera e propria “tassa punitiva sugli extraprofitti“, poiché le banche non sono state costrette a versare quella somma a titolo di prelievo forzoso puro e semplice.

È anche vero che si è scelto il “metodo del dialogo“, preferendo il rafforzamento patrimoniale delle banche e contributi concordati anziché la tassazione d’imperio.

Occorre però una precisazione molto importante sulla cifra: i 10 miliardi di euro non sono stati versati direttamente nelle casse dello Stato a titolo di prelievo sugli extraprofitti, ma rappresentano l’effetto complessivo (tra patrimonio vincolato accantonato dalle banche e successivi contributi/anticipi fiscali generati dal sistema bancario) del meccanismo negoziale concordato.

Tassazione extra profitti? No, ma imprese energetiche e banche dovranno contribuire. L’intervento di Antonio Tajani a La Piazza 2026

Il video integrale della seconda giornata della kermesse La Piazza 2026


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.