Il prossimo anno aumenteranno i requisiti per andare in pensione. Dal 1° gennaio 2027, a meno di novità in Legge di Bilancio, l’età pensionabile salirà di un mese. L’INPS ha aggiornato il servizio Pensami, il simulatore degli scenari pensionistici
Le novità per la pensione introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 stanno per entrare in vigore: dal 1° gennaio 2027 i requisiti per lasciare il lavoro aumenteranno.
Dal prossimo anno, infatti, è previsto l’aumento di un mese dell’età pensionistica, destinata poi a salire di altri due mesi a partire dal 2028, in attesa della nuova rivalutazione prevista per il 2029.
Non si escludono, però, nuovi interventi da parte del Governo per impedire o comunque limitare l’impatto delle novità. Dalla Lega arriva l’ipotesi di un’uscita flessibile a 64 anni. Le somme si tireranno in fase di stesura della Legge di Bilancio.
Nel mentre, l’INPS ha aggiornato il suo simulatore di calcolo della pensione, il servizio Pensami. Ora è possibile calcolare la decorrenza della pensione considerando l’aumento che scatterà dal 2027.
Pensioni: aumento dei requisiti dal 2027
Dal prossimo anno, come noto, aumenteranno gradualmente i requisiti per la pensione di lavoratori e lavoratrici.
Nel 2027 scatterà, infatti, il primo aumento dei requisiti per andare pensione in adeguamento alla speranza di vita.
L’aumento totale previsto è di 3 mesi. È stato certificato prima dall’Istat, poi ufficializzato dal Ministero dell’Economia e recepito anche dall’INPS.
Da gennaio quindi i requisiti per la pensione sono destinati ad aumentare di 3 mesi ma, per effetto di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026, l’incremento non sarà subito pieno. Salirà di un mese dal 2027 e poi di altri due dal 2028, per un totale appunto di 3 mesi.
Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia per gli iscritti all’AGO, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata è attualmente fissato a 67 anni. Per effetto del nuovo aumento salirà, come detto, di un mese dal 2027 e di altri due mesi dal 2028.
| Anno | Età pensionabile |
|---|---|
| Dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2027 | 67 anni e 1 mese |
| Dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2028 | 67 anni e 3 mesi |
| Dal 1° gennaio 2029 | 67 anni e 3 mesi* |
*Nel 2029 il requisito dovrà essere nuovamente adeguato agli incrementi della speranza di vita (l’aggiornamento è biennale) e potrebbe pertanto cambiare.
Resta fermo il requisito di 20 anni di contribuzione versata.
Stesso discorso anche per la pensione di vecchiaia di lavoratori e lavoratrici nel sistema contributivo, cioè chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi.
L’età aumenta di un mese nel 2027 e di altri due mesi nel 2028, fermo restando il requisito contributivo e quello legato all’importo minimo dell’assegno, che deve essere almeno pari a quello dell’assegno sociale (valore che viene rivalutato di anno in anno, è pari a 546,24 euro).
A cambiare sono anche i requisiti per la pensione anticipata. Con il mancato rinnovo di quota 103 e Opzione Donna l’uscita anticipata dal lavoro resta possibile solamente maturando il requisito minimo pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne.
Per effetto dell’aumento, dal 2027, il requisito salirà come indicato nella tabella.
| Anno | Uomini | Donne |
|---|---|---|
| Dal 1° gennaio 2027 Al 31 dicembre 2027 | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| Dal 1° gennaio 2028 Al 31 dicembre 2028 | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
I requisiti per andare in pensione resteranno totalmente bloccati solo per alcune categorie di lavoratori e lavoratrici, in particolare chi fa lavori usuranti e gravosi.
Come funziona il simulatore INPS
In considerazione delle novità presto in vigore, l’INPS ha aggiornato il servizio Pensami, il simulatore di calcolo della pensione che può essere utilizzato da tutti i cittadini e le cittadine senza alcuna registrazione.
Il servizio Pensami, pensione a misura, mantiene la struttura già conosciuta dagli utenti e consente, inserendo alcuni dati anagrafici e contributivi, di conoscere le diverse possibilità di accesso alla pensione nelle singole gestioni previdenziali o attraverso il cumulo dei contributi maturati, senza indicazione degli importi delle prestazioni.
In questo modo il cittadino può sapere:
- a quali pensioni ha diritto sulla base dell’intera contribuzione indicata e il sistema di calcolo applicato;
- quando potrà andare in pensione, tenendo conto della contribuzione presente in ciascuna gestione;
- se è possibile anticipare l’accesso alla prestazione.
Va precisato che il simulatore non fornisce gli importi delle varie prestazioni e non verifica i requisiti pensionistici collegati. I risultati sono basati esclusivamente sulle risposte fornite dall’utente e non hanno valore certificativo né comportano il diritto alla prestazione.
L’aggiornamento recepisce dunque le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, comprese appunto quelle relative all’adeguamento dei requisiti pensionistici all’incremento della speranza di vita.
Inoltre, specifica l’Istituto nel messaggio n. 2612/2026, sono state potenziate le funzionalità informative “Scopri cosa dice il consulente” e “Approfondisci”, per aiutare gli utenti a comprendere meglio le caratteristiche delle diverse tipologie di pensione.
La nuova versione del servizio Pensami è raggiungibile dal sito internet dell’INPS attraverso il seguente percorso: “Pensione e Previdenza – Esplora Pensione e Previdenza. Nella sezione “Servizi” selezionare la voce “Vedi tutti” e “Pensami – Simulatore scenari pensionistici”.
Lo strumento è ora disponibile anche sull’app INPS Mobile per smartphone e tablet.
Cosa potrebbe cambiare entro fine anno: l’ipotesi della flessibilità a 64 anni
Come anticipato, la normativa vigente prevede un incremento dei requisiti per la pensione dal prossimo anno ma potrebbero ancora arrivare delle sorprese.
Da tempo, infatti, si parla ai vertici di Governo di possibili interventi per evitare l’aumento. L’ultima proposta per bloccare l’incremento dell’età per andare in pensione dal 2027 arriva dalla Lega che punta ad inserire con la prossima Legge di Bilancio una nuova flessibilità in uscita per andare in pensione a 64 anni, un nuovo scivolo sulla falsariga di quanto accadeva fino allo scorso anno con la vecchia Quota 103.
Lo spunto è arrivato dal Sottosegretario al Lavoro, con delega alle pensioni, Claudio Durigon, in occasione del Meeting di Rimini, il quale ha sottolineato:
“Come Lega stiamo studiando la possibilità di inserire nella manovra una flessibilità in uscita che consenta, nella piena libertà di scelta dei lavoratori, di andare in pensione a 64 anni.”
“È inaccettabile”, prosegue Durigon, “dover lavorare fino a 67 anni nel momento in cui si parla di implementazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese”.
Quanto al calcolo dell’assegno, l’idea è di usare il sistema contributivo: “Nel caso di uscita dal lavoro a 64 anni si dovrebbe accettare di sottoporsi a questo sistema di calcolo che riguarderà sempre più lavoratori, compresi i nuovi assunti”.
L’ipotesi è ancora tutta da definire, mentre già si comincia a ragionare ai lavori per la stesura della prossima Manovra.
Il progetto, infatti, è ancora in fase di elaborazione e dovrà necessariamente fare i conti con i costi per l’attuazione che si preannunciano decisamente elevati. Solo il congelamento dell’aumento dell’età pensionabile, previsto per il 2027 rischia di costare almeno un miliardo di euro. Una nuova flessibilità in uscita, pertanto, avrebbe un impatto non indifferente sui conti previdenziali.
Ad ogni modo, come precisato da Durigon, nel caso venisse introdotta questa misura non ci sarebbe bisogno di bloccare l’aumento dei requisiti perché ci sarebbe la possibilità di poter lasciare il lavoro prima dei 67 anni e 1 mese. Dunque, un intervento escluderebbe di fatto l’altro.
Comunque vada, il tema pensioni è destinato a restare al centro del dibattito politico, soprattutto in vista delle prossime elezioni che si fanno sempre più vicine.
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