Chiedere a un italiano come immagina la casa perfetta significa aprire una finestra sulla fase della vita che sta attraversando. Il concetto di “casa dei sogni” non è mai fisso: si trasforma insieme alle esigenze economiche, familiari e persino di salute, e con esso cambia anche la distanza tra ciò che si vorrebbe e ciò che davvero si riesce a realizzare. A 30 anni si sogna l’indipendenza, a 45 lo spazio per la famiglia, a 65 la serenità e la vicinanza ai servizi. Ma quanti, in ogni fascia d’età, riescono davvero a trasformare il desiderio in un progetto concreto?
Il sogno della casa non ha età, ma cambia forma
Secondo il People Insights Lab di ING, 9 italiani su 10 rincorrono un sogno legato al benessere personale, e la parola d’ordine più ricorrente è tranquillità. Il modo in cui questa tranquillità si declina, però, dipende fortemente dall’età: gli under 35 inseguono radici solide, ovvero stabilità economica e una casa di proprietà, mentre gli over 45 cercano leggerezza, con desideri orientati a viaggi, tempo libero ed entrate extra che permettano di vivere senza pesi quotidiani.
Anche i dati di Immobiliare.it confermano questa lettura generazionale: il 24% degli italiani cambia casa per bisogno di spazio maggiore, e tra questi il 37% ha tra i 36 e i 45 anni. All’opposto, tra chi cerca una soluzione più piccola, quasi il 40% ha tra i 56 e i 65 anni, segno evidente che il ciclo di vita della famiglia detta i tempi del mercato immobiliare.
A 30 anni: il sogno dell’indipendenza scontra la realtà economica
Per chi ha intorno ai trent’anni, la casa dei sogni è prima di tutto una casa propria, spesso un bilocale o trilocale luminoso, magari con un piccolo balcone, in una zona ben collegata e non troppo distante dal centro città. Comprare casa significa uscire definitivamente dalla famiglia d’origine e dell’inizio di un percorso autonomo.
La realtà, però, racconta una storia diversa. Secondo l’OCSE, il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori, una delle percentuali più alte d’Europa. Un’indagine condotta a febbraio 2025 dall’istituto mUp Research per Facile.it, su un campione di oltre 3.600 persone, ha rilevato che circa un milione di italiani tra i 29 e i 39 anni non riesce a comprare casa, e che tra chi ce la fa, un terzo riceve un aiuto decisivo dai genitori, sotto forma di garanzia, anticipo o donazione diretta.
Chi riesce davvero a realizzare il sogno prima dei 36 anni lo fa soprattutto grazie agli strumenti pubblici di sostegno. Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, rifinanziato con 670 milioni di euro per il triennio 2025-2027, ha permesso allo Stato di garantire fino all’80% dell’importo del mutuo per gli under 36 con ISEE non superiore a 40mila euro.
I numeri lo confermano: il 39% delle richieste di mutuo nel 2025 è arrivato da under 36, e guardando alla sola prima casa, una richiesta su due proviene da un aspirante mutuatario under 36. Più di un giovane su tre, il 35%, ha fatto ricorso proprio alla garanzia statale per accedere al finanziamento.
Va detto che dal 2025 gli under 36 hanno perso le esenzioni fiscali sull’atto di compravendita, restando comunque validi. Il quadro che emerge è quello di una generazione che desidera l’indipendenza abitativa ma la raggiunge tardi, spesso non prima dei 33-35 anni, e quasi sempre con un aiuto esterno, familiare o statale, senza il quale il sogno resterebbe tale.
A 45 anni: la casa per la famiglia e il desiderio di spazio
Con l’arrivo dei quarant’anni, magari con figli piccoli o adolescenti, il sogno abitativo cambia radicalmente forma. Non conta più solo avere una casa, ma avere la casa giusta: più stanze, un giardino o un terrazzo vivibile, una cucina abitabile, servizi nelle vicinanze come scuole e trasporti, e possibilmente una zona tranquilla, indicata come caratteristica indispensabile da oltre il 45% degli intervistati in una recente indagine di Immobiliare.it.
È l’età in cui si passa dalla prima casa alla casa definitiva, quella che dovrà accompagnare la famiglia per anni. Non a caso, tra chi cambia abitazione per necessità di spazio, il 37% ha tra 36 e 45 anni, la percentuale più alta tra tutte le fasce anagrafiche. È anche l’età in cui il desiderio di passare dall’affitto alla proprietà si fa sentire con forza, insieme a quello di avere finalmente uno spazio esterno.
Sul piano economico, questa è la generazione che sostiene il peso più consistente dei mutui in valore assoluto. Il valore medio dell’immobile oggetto di finanziamento nel 2025 si è attestato intorno ai 208.500 euro, con una durata media del piano di ammortamento salita a 25 anni. Chi ha 45 anni spesso ha già estinto o sta rinegoziando un primo mutuo acceso anni prima, e affronta il cambio casa con un capitale proprio più solido rispetto ai trentenni, ma anche con spese più alte legate a figli, scuola e mantenimento familiare.
Chi realizza davvero il sogno a questa età? Principalmente le famiglie con doppio reddito stabile, che riescono a sfruttare la rivalutazione dell’immobile acquistato in gioventù per finanziare il passaggio a una soluzione più ampia. Chi invece si trova con un reddito unico o con figli ancora piccoli tende a rimandare, ristrutturando la casa esistente piuttosto che cambiarla: il bonus ristrutturazioni resta lo strumento più utilizzato per avvicinare, anche solo parzialmente, la casa reale a quella immaginata, ampliando spazi, riorganizzando gli ambienti o recuperando un sottotetto.
A 65 anni: dal desiderio di spazio al bisogno di leggerezza
Superata la soglia dei 65 anni, il sogno abitativo compie un’inversione quasi completa rispetto a quello dei trentenni. Non si cerca più lo spazio, ma la funzionalità: case più piccole, ai piani bassi o con ascensore, vicine ai servizi essenziali, facili da mantenere e da riscaldare. I dati confermano questa tendenza: il 45,6% degli over 64 acquista abitazioni ai piani bassi, mentre la tipologia più richiesta resta il trilocale, un taglio sufficiente ma non dispersivo.
Qui il divario tra desiderio e realtà assume una forma particolare, perché non riguarda tanto l’accesso alla casa quanto il distacco da essa. Gli over 65 sono infatti la generazione più radicata nel mattone: l’86,7% vive in casa di proprietà e il 27,3% possiede almeno un altro immobile oltre all’abitazione principale, la quota più alta tra tutte le fasce d’età. Il paradosso è che il 61% degli over 64 vive da solo in case con almeno quattro stanze, spesso ereditate da una vita familiare che nel frattempo si è ridimensionata. Sono abitazioni costose da mantenere, poco funzionali e in molti casi non adatte a esigenze di autonomia motoria future.
Il vero desiderio, più che una nuova casa, diventa spesso restare in quella attuale il più a lungo possibile, ma renderla più sicura e accessibile. Solo il 17,8% degli over 50 ha effettuato interventi rilevanti per migliorare la vivibilità dell’abitazione in caso di limitazioni fisiche, mentre un altro 38,9% ha apportato modifiche minori: nel complesso, poco più della metà della popolazione matura si è attrezzata in qualche misura, lasciando ancora quasi la metà completamente scoperta su questo fronte.
Chi realizza davvero questo tipo di progetto lo fa soprattutto attraverso il bonus ristrutturazioni, che resta accessibile agli over 65 alle stesse condizioni generali previste per tutti i contribuenti, senza maggiorazioni dedicate.
Per chi invece desidera trasformare il patrimonio immobiliare in liquidità, esistono strumenti come la vendita della nuda proprietà o il prestito ipotecario vitalizio, soluzioni ancora di nicchia in Italia ma in lenta crescita, insieme al senior housing, un modello abitativo per anziani autosufficienti che nel nostro Paese resta però ancora poco sviluppato rispetto alla domanda reale, complice la carenza di alternative diverse dalle RSA tradizionali.
Chi riesce davvero a realizzare il proprio progetto casa
Mettendo a confronto le tre fasce d’età emerge un dato trasversale: il sogno della casa si realizza raramente da soli. A 30 anni serve quasi sempre un sostegno esterno, familiare o pubblico, per colmare la distanza tra reddito e prezzo degli immobili. A 45 anni la realizzazione dipende dalla stabilità del doppio reddito e dalla capacità di sfruttare il valore accumulato con il primo acquisto. A 65 anni, infine, il traguardo non è più comprare ma adattare, e chi ci riesce lo fa investendo per tempo in accessibilità e manutenzione, prima che diventino urgenze.
Il filo conduttore che lega tutte le età è la pianificazione. Chi programma con anticipo, informandosi su bonus, mutui agevolati e strumenti di sostegno disponibili per la propria fascia anagrafica, riduce sensibilmente il divario tra il sogno e la casa realmente vissuta. Chi invece affronta il tema solo quando la necessità diventa urgente, che si tratti di lasciare casa dei genitori, trovare spazio per un figlio in arrivo o adattare l’abitazione all’età che avanza, si trova quasi sempre a rincorrere una realtà più difficile da modellare secondo i propri desideri.
La casa dei sogni degli italiani, in definitiva, non è un’immagine statica ma un progetto che si riscrive più volte nel corso della vita: cambiano le priorità, cambiano gli strumenti a disposizione, ma resta costante il desiderio di trovare, in ogni fase, un luogo che rispecchi davvero chi siamo diventati.
Arch. Giuseppe Bergodi
Giuseppe Bergodi � un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di propriet� residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi…
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