Interventi adeguamento della classe energetica case entro il 2030


Quando si parla di efficienza energetica degli edifici, potresti avere il dubbio che entro il 2030 sarà obbligatorio portare la tua casa a una determinata classe energetica. Per fortuna questo temuto obbligo non c’è.

La Direttiva europea 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici, conosciuta anche come Direttiva Case Green, non stabilisce che ogni abitazione debba obbligatoriamente raggiungere la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Gli obiettivi per gli edifici residenziali riguardano il patrimonio edilizio nel suo complesso e prevedono una riduzione progressiva del consumo medio di energia primaria.

Questo non significa che migliorare l’efficienza della tua casa o mansarda non sia importante: il percorso verso edifici più efficienti può essere l’occasione per ridurre consumi e dispersioni, migliorare il comfort degli ambienti e valorizzare la tua abitazione usufruendo anche di vantaggiosi Bonus fiscali.

Nei prossimi paragrafi approfondiremo cosa significa realmente l’adeguamento alla classe energetica 2030, quali lavori possono essere valutati e quale ruolo hanno isolamento, impianti, finestre e lucernari.

Cosa significa adeguare la classe energetica di una casa

Adeguare la classe energetica di una casa significa, in sostanza, migliorarne la prestazione energetica attraverso interventi che riducono il fabbisogno di energia dell’edificio.

La classe energetica viene indicata nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), attraverso una scala che va dalla classe A4, la più efficiente, alla classe G. L’APE tiene conto delle caratteristiche dell’edificio e dei suoi impianti e considera, secondo condizioni d’uso standard, i fabbisogni energetici legati a servizi come riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria.

Il risultato dipende da diversi fattori: caratteristiche dell’involucro, isolamento, serramenti, impianti, orientamento dell’edificio e altri parametri che vengono valutati in rapporto a un edificio di riferimento.

Per questo motivo non è possibile stabilire a priori, semplicemente osservando una casa o leggendo i consumi in bolletta, quante classi energetiche sia possibile guadagnare con un determinato intervento. La valutazione deve essere effettuata da un tecnico abilitato attraverso l’APE e, se necessario, anche con una diagnosi energetica più approfondita.

Cosa prevede davvero la normativa europea

La Direttiva UE 2024/1275 ha introdotto un percorso di progressiva riqualificazione del patrimonio edilizio europeo con l’obiettivo di arrivare, entro il 2050, a un parco immobiliare a emissioni zero. Per gli edifici residenziali esistenti, però, l’obiettivo non è espresso come una classe energetica minima che ogni singola abitazione deve raggiungere entro una determinata data.

Gli Stati membri dovranno fare in modo che il consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare residenziale diminuisca almeno del 16% entro il 2030 rispetto al 2020 e del 20-22% entro il 2035. Almeno il 55% della riduzione prevista dovrà inoltre essere ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori.

È quindi importante distinguere gli obiettivi europei dalle eventuali misure che saranno introdotte a livello nazionale. La direttiva deve infatti essere tradotta nelle singole legislazioni degli Stati membri. Per l’Italia, il termine per il recepimento è scaduto il 29 maggio 2026 anche se, alla data di aggiornamento di questo articolo, il recepimento non risulta ancora completato.

Da dove partire: la diagnosi energetica e l’APE

Prima di pensare a quali lavori eseguire, il primo passo è quello di capire lo stato attuale del tuo edificio da un punto di vista del risparmio energetico.

L’APE ti permette di conoscere la classe energetica dell’immobile e costituisce un punto di partenza utile per individuare le principali caratteristiche energetiche della tua casa. Se è necessario progettare interventi più importanti, può essere utile affiancare all’APE una diagnosi energetica che consente di analizzare in modo più approfondito consumi, dispersioni e possibili soluzioni.

È proprio questa valutazione a permetterti di stabilire quali interventi sono prioritari e quali invece hanno un impatto più limitato.

Quali interventi migliorano la classe energetica

Non esiste un unico intervento valido per tutte le abitazioni. In generale, il percorso di efficientamento può comprendere:

  • isolamento di tetto, sottotetto e pareti
  • miglioramento dell’efficienza degli impianti
  • sostituzione di finestre e infissi
  • sistemi di gestione e controllo dei consumi.

Nessuno di questi interventi garantisce da solo il passaggio a una determinata classe energetica: il risultato dipende dalle condizioni di partenza dell’edificio e dalla combinazione delle opere realizzate.

La sostituzione delle finestre con altre più performanti è uno dei lavori che possono migliorare la classe energetica della tua abitazione, riducendo le dispersioni di calore e aumentando il comfort in ogni stagione.

Isolamento dell’involucro: tetto, sottotetto e pareti

L’involucro edilizio ha un ruolo fondamentale nel contenere le dispersioni di calore. Intervenire sull’isolamento di pareti, coperture e solai può quindi ridurre il fabbisogno energetico dell’abitazione.

Nel caso di una mansarda, particolare attenzione va riservata al tetto e al sottotetto, perché la copertura rappresenta una delle superfici maggiormente esposte agli scambi termici con l’esterno.

La scelta dell’intervento deve comunque tenere conto delle caratteristiche dell’edificio, dello stato della struttura e delle condizioni climatiche della zona.

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Ottimizzazione degli impianti di climatizzazione e riscaldamento

Anche gli impianti incidono sulla prestazione energetica complessiva dell’edificio. Sistemi di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria più efficienti possono ridurre i consumi e migliorare le prestazioni dell’immobile.

Tra le possibili strategie rientrano la sostituzione di generatori inefficienti, l’utilizzo di sistemi ad alta efficienza e, nei casi previsti dalla normativa o quando conveniente, l’integrazione di fonti rinnovabili nel rispetto dei requisiti minimi applicabili all’intervento.

Anche in questo caso, però, la soluzione più adatta deve essere individuata considerando l’edificio nel suo insieme e non il singolo impianto.

Scelta e installazione di finestre ed infissi energeticamente efficienti

Le finestre rappresentano un altro elemento importante quando si interviene sull’efficienza dell’involucro. La sostituzione di vecchi serramenti con soluzioni più performanti può contribuire a limitare le dispersioni e a migliorare il comfort interno.

Per valutare correttamente le prestazioni di un serramento devi considerare, tra gli altri aspetti, la trasmittanza termica, che indica la quantità di calore che attraversa l’elemento in presenza di una differenza di temperatura tra interno ed esterno. Un valore più basso indica una minore trasmissione di calore. I limiti da rispettare dipendono anche dalla zona climatica e dal tipo di intervento.

Non conta però soltanto la qualità del prodotto: una posa non corretta può compromettere le prestazioni del serramento, favorendo infiltrazioni d’aria, ponti termici e dispersioni. Per questo la sostituzione dovrebbe essere affidata a professionisti qualificati, in grado di valutare anche il collegamento tra finestra, muratura e sistema di isolamento.

Predisposizione di sistemi di controllo

A completamento degli interventi può essere utile introdurre sistemi per la gestione e il controllo dei consumi, che permettono di monitorare il funzionamento degli impianti e utilizzare l’energia in modo più consapevole.

Un esempio è quello dei sistemi di regolazione della temperatura, che permettono di gestire in modo più preciso il riscaldamento e il raffrescamento dei diversi ambienti, anche attraverso la programmazione degli orari di funzionamento. Termostati evoluti e sistemi di controllo possono, ad esempio, ridurre il funzionamento dell’impianto quando la casa è vuota o modificare la temperatura in base alle condizioni rilevate.

Anche le finestre possono essere integrate in una gestione più intelligente dell’abitazione. Alcuni sistemi consentono di programmare o automatizzare l’apertura e la chiusura delle finestre in funzione di determinate condizioni, come temperatura, umidità o qualità dell’aria. In una mansarda, per esempio, l’apertura automatica di una finestra da tetto può favorire il ricambio d’aria e contribuire alla ventilazione naturale, soprattutto nelle ore più fresche della giornata.

Si tratta quindi di soluzioni che completano gli interventi sull’involucro e sugli impianti, aiutando a gestire meglio l’energia una volta migliorata l’efficienza dell’edificio. Il loro contributo alla prestazione energetica deve comunque essere valutato all’interno di una strategia complessiva di efficientamento dell’edificio.

Quanto si può migliorare la classe energetica

Non esiste un numero di classi che sia possibile guadagnare con certezza.

Un’abitazione caratterizzata da un involucro poco isolato e da impianti obsoleti potrebbe ottenere un miglioramento significativo attraverso una riqualificazione energetica profonda. In altri casi, invece, interventi puntuali possono produrre benefici più contenuti.

Il passaggio di una o più classi dipende quindi dalla classe di partenza, dalle caratteristiche dell’immobile e dalla combinazione degli interventi. Per conoscere il risultato potenziale devi affidarti alla valutazione di un tecnico esperto, evitando le stime generiche.

ufficio in mansarda illuminato da finestra per tetti

Incentivi per l’adeguamento in vista del 2030

Gli interventi di efficientamento possono essere sostenuti, quando ne ricorrono i requisiti, attraverso diverse agevolazioni fiscali, tra cui Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Bonus per la sostituzione delle finestre..

l’Ecobonus riguarda i lavori di miglioramento energetico degli edifici, è quello più congruo al tuo obiettivo, e nel 2026 riserva una percentuale del 50% per i lavori nelle case principali e del 36% nelle altre abitazioni. Richiede obbligatoriamente che la stanza oggetto di ristrutturazione abbia un impianto di riscaldamento fisso e funzionante.

L’altro incentivo disponibile, da utilizzare in caso di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento, è il Bonus ristrutturazioni, in questo caso è richiedibile anche in stanze senza riscaldamento come soffitte e garage. Anche questo incentivo ha la percentuale del 50% per i lavori nelle case principali e scende al 36% per le altre abitazioni.

Entrambi gli incentivi non sono cumulabili ma vengono erogati sotto forma di sconto fiscale in 10 rate annuali di pari importo. La sostituzione delle finestre può essere incentivata o con il Bonus ristrutturazioni (ad esempio in stanze non riscaldate o all’interno di un intervento di manutenzione straordinaria) oppure con l’Ecobonus se ci sono dei miglioramenti misurabili delle prestazioni energetiche degli infissi.

Per alcuni tipo di lavori detraibili, come la sostituzione delle finestre con altre di più performanti, è necessario rispettare specifici valori di trasmittanza o altri requisiti tecnici e, nei casi previsti, trasmettere all’ENEA la documentazione relativa ai lavori. ENEA mantiene aggiornato il portale dedicato alle detrazioni fiscali e alle procedure per gli interventi agevolati.

Prima di iniziare i lavori, devi verificare di quali agevolazioni puoi effettivamente usufruire.

Migliora l’efficienza della casa prima del 2030 partendo dalle finestre da tetto

Se la tua casa comprende una mansarda o un sottotetto abitabile, anche le finestre da tetto meritano attenzione all’interno di un progetto di efficientamento.

La falda è infatti una parte dell’involucro particolarmente esposta agli scambi con l’esterno e le prestazioni dei serramenti contribuiscono al comportamento energetico complessivo dell’ambiente.

Le finestre per tetti VELUX possono essere valutate, insieme agli altri elementi dell’involucro, all’interno di un intervento di miglioramento energetico. La scelta deve comunque essere proporzionata alle caratteristiche dell’edificio e accompagnata da una posa professionale, così da preservare nel tempo le prestazioni del serramento e prevenire infiltrazioni o dispersioni.

Migliorare l’efficienza della tua casa non è solo raggiungere l’obiettivo europeo del 2030, ma può essere un investimento sul comfort, sui consumi e sul valore dell’immobile.

Per capire quali interventi siano davvero utili nel tuo caso, ti consigliamo di partire da una valutazione tecnica dell’edificio e affidarti a professionisti qualificati anche per la progettazione e la posa.

Domande frequenti sugli interventi di adeguamento entro il 2030

Che caratteristiche devono avere le case entro 2030?

Non è prevista dalla Direttiva UE 2024/1275 una classe energetica minima che ogni singola abitazione debba raggiungere entro il 2030. Per il patrimonio residenziale l’obiettivo europeo è ridurre del 16% il consumo medio di energia primaria entro il 2030 rispetto al 2020. Saranno gli Stati membri a definire le modalità con cui raggiungere questo risultato.

Qual è l’intervento di adeguamento energetico più importante in vista del 2030?

Non esiste un intervento più importante, in genere è opportuno partire dalle principali cause di dispersione dell’edificio e valutare insieme involucro, serramenti e impianti. La diagnosi energetica consente di individuare le priorità in funzione delle caratteristiche della casa.

Chi è responsabile del pagamento per l’adeguamento energetico previsto a livello europeo?

La Direttiva non stabilisce che ogni proprietario debba sostenere entro il 2030 una determinata spesa per adeguare la propria abitazione. Gli Stati membri devono predisporre politiche e strumenti per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei consumi del patrimonio edilizio residenziale, comprese misure di sostegno finanziario e assistenza tecnica.

Cosa succede se non si adegua la casa entro il 2030?

Non esiste oggi una regola europea secondo cui il proprietario di una normale abitazione residenziale sarà sanzionato semplicemente perché la casa non ha raggiunto una determinata classe energetica entro il 2030. Le modalità concrete con cui l’Italia attuerà gli obiettivi della direttiva dipenderanno dal recepimento nazionale e dalle successive disposizioni.


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