Il 2027 porterà una nuova riduzione delle agevolazioni fiscali dedicate ai lavori sugli immobili. In assenza di interventi nella prossima Legge di Bilancio, dal 1° gennaio diminuiranno sia le percentuali delle detrazioni sia i limiti di spesa. Alcune misure resteranno disponibili con condizioni meno favorevoli, mentre altre potrebbero scomparire completamente.
Gli ultimi mesi del 2026 diventano quindi importanti per chi sta programmando una ristrutturazione, un intervento di efficientamento energetico oppure l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Prima di avviare qualsiasi progetto sarà utile valutare con attenzione le scadenze, le spese ammesse e la destinazione dell’immobile.
Bonus ristrutturazioni 2027: detrazione ridotta al 36%
Il cambiamento principale riguarda il bonus ristrutturazioni. Il capitolo delle detrazioni fiscali dedicate agli interventi edilizi passerà dall’articolo 16-bis all’articolo 17 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi.
Per le spese sostenute sull’abitazione principale, la percentuale riconosciuta scenderà dal 50% al 36%. Cambierà anche il limite massimo sul quale calcolare il beneficio fiscale: dagli attuali 96.000 euro si passerà a 48.000 euro all’anno.
La differenza può diventare rilevante soprattutto in presenza di lavori costosi. Un intervento avviato nel 2027 potrà infatti generare una detrazione più contenuta rispetto a quella ottenibile rispettando le condizioni previste fino alla fine del 2026.
Queste modifiche risultano già inserite nel quadro normativo. Potrebbero comunque arrivare proroghe o correzioni durante l’esame della prossima manovra finanziaria. Fino all’approvazione di eventuali interventi, il passaggio alle nuove aliquote rimane lo scenario previsto.
Seconda casa, la percentuale scende al 30%
La riduzione sarà più marcata per le seconde case e per gli altri immobili che non rappresentano l’abitazione principale. In questo caso, dal 2027 la detrazione passerà dal 36% al 30%.
La percentuale dovrebbe rimanere invariata negli anni successivi, fino alla cessazione definitiva della misura prevista tra il 2032 e il 2033. Il beneficio continuerà a spettare alla persona che sostiene materialmente le spese e possiede un titolo valido sull’immobile interessato dai lavori.
Oltre ai proprietari, possono accedere alla detrazione anche i titolari di diritti reali, gli inquilini e i comodatari, purché siano rispettate tutte le condizioni richieste. La distinzione tra abitazione principale e secondo immobile diventerà quindi ancora più importante per calcolare correttamente il vantaggio fiscale.
Ecobonus e sismabonus restano, ma con percentuali più basse
Ecobonus e sismabonus rimarranno in vigore almeno fino al 31 dicembre 2027, ma proseguirà la progressiva riduzione delle agevolazioni.
Il sismabonus permette di recuperare una parte delle spese sostenute per rendere più sicuri gli edifici situati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3. Le sue aliquote sono già state uniformate a quelle previste per le ristrutturazioni, con percentuali differenti in base alla tipologia di abitazione.
L’ecobonus riguarda invece diversi lavori destinati a migliorare l’efficienza energetica degli immobili. Fra gli interventi ammessi rientrano la sostituzione degli infissi, l’installazione delle pompe di calore e le opere dedicate all’isolamento termico.
Per le spese effettuate nel 2027, la detrazione dell’ecobonus passerà al 30% sugli immobili ordinari e al 36% sull’abitazione principale. Attualmente il beneficio viene suddiviso in dieci rate annuali dello stesso importo.
Una possibile novità riguarda l’introduzione del meccanismo del conto termico. Al posto della detrazione distribuita negli anni, potrebbe essere riconosciuto un rimborso parziale più immediato. Questa soluzione faciliterebbe l’avvio dei lavori per chi dispone di un capitale iniziale limitato, anche se i requisiti di accesso potrebbero risultare più selettivi.
Salvo nuove proroghe, dal 1° gennaio 2028 l’ecobonus è destinato a uscire dal sistema degli incentivi.
Bonus mobili verso la possibile cancellazione
Un altro cambiamento riguarda il bonus mobili, che potrebbe terminare alla fine del 2026. Il nuovo articolo del Testo unico non menziona infatti la detrazione prevista per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici collegati a una ristrutturazione.
La misura riconosce attualmente una detrazione Irpef del 50% e non prevede differenze tra casa principale e seconda casa. Per ottenere il beneficio è necessario che l’acquisto sia associato a lavori avviati sull’immobile.
Gli elettrodomestici devono inoltre rispettare precisi requisiti di efficienza energetica: per i forni deve essere presente almeno una classe A, mentre lavastoviglie e lavatrici dovranno avere almeno una classe E. Inoltre, per frigoriferi e congelatori viene richiesta almeno la F.
L’ordine temporale delle operazioni è fondamentale: la ristrutturazione deve cominciare prima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici, anche quando i lavori vengono completati in un momento successivo.
Cosa valutare prima della fine del 2026
Chi sta pensando di rinnovare casa dovrebbe confrontare le condizioni attuali con quelle previste dal 2027. La riduzione delle percentuali e il dimezzamento del limite di spesa per l’abitazione principale possono incidere sensibilmente sul valore della detrazione.
Particolare attenzione merita il bonus mobili, poiché al momento non è prevista una prosecuzione nel nuovo anno. Anche per ecobonus e sismabonus sarà necessario considerare le nuove aliquote e le relative scadenze.
Il quadro potrebbe essere modificato durante la prossima sessione di bilancio. Tuttavia, sulla base delle regole già programmate, il 2026 rappresenta un anno decisivo per accedere alle condizioni fiscali più favorevoli prima delle novità.
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