Il mondo dei prestiti personali e del credito al consumo e di conseguenza dei debiti cambia volto. Con il decreto CICR pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 agosto 2026, in attuazione del D.Lgs. 212/2025 che recepisce la direttiva europea 2023/2225, l’Italia aggiorna in modo profondo le regole che governano finanziamenti, prestiti personali, carte di credito e dilazioni di pagamento come il “buy now pay later”.
L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: da un lato ampliare la platea dei consumatori tutelati, includendo anche operazioni che finora restavano ai margini della disciplina cercando in questo modo di evitare i fenomeni del sovraidebitamento e pignoramento sempre più diffusi; dall’altro rendere più trasparenti e responsabili i comportamenti di banche, finanziarie ed esercenti commerciali che offrono credito, anche attraverso strumenti digitali e sistemi automatizzati.
Soglia più alta: la tutela arriva fino a 100.000 euro
La prima e più significativa novità riguarda l’estensione del perimetro di applicazione della disciplina sul credito al consumo. Fino a oggi, le tutele previste dal Testo Unico Bancario si applicavano solo ai prestiti personali di importo non superiore a 75.000 euro. Con il nuovo decreto, questa soglia sale a 100.000 euro.
In pratica, tutti i finanziamenti richiesti da persone fisiche per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale, professionale o commerciale, fino a questa nuova soglia, rientreranno automaticamente sotto l’ombrello delle protezioni previste dalla normativa sul credito ai consumatori. Si tratta di un cambiamento che interessa in particolare i prestiti personali di taglio medio alto, come quelli richiesti per ristrutturazioni importanti, acquisto di veicoli di fascia superiore o altre spese consistenti, che fino a ieri restavano fuori dal recinto delle tutele più stringenti.
Cosa significa concretamente questo innalzamento? I consumatori che sottoscrivono finanziamenti fino a 100.000 euro potranno contare su:
- Diritti di trasparenza rafforzati, con l’obbligo per il finanziatore di fornire informazioni chiare e complete prima della firma del contratto;
- Fogli informativi standardizzati, pensati per rendere più facile il confronto tra diverse offerte di credito;
- Le stesse regole sul diritto di recesso già previste per i prestiti di importo inferiore;
- Preavvisi e tutele in caso di difficoltà nel rimborso, con la possibilità di accedere a percorsi di assistenza dedicati.
L’innalzamento della soglia interviene direttamente sull’articolo 122 del TUB e mira a colmare un vuoto normativo che negli ultimi anni aveva lasciato scoperta una fascia crescente di operazioni di finanziamento personale.
Nuove regole sui piccoli importi: micro-crediti e “paga in 3 rate” sotto controllo
Se la prima novità riguarda i finanziamenti di importo più elevato, la seconda va in direzione opposta e interessa i piccoli prestiti e le formule di pagamento dilazionato, sempre più diffuse negli acquisti online e nei checkout degli e-commerce.
Il decreto stabilisce infatti che anche i micro-crediti sotto i 200 euro e le soluzioni di dilazione come il celebre “paga in 3 rate”, offerte da molte piattaforme di shopping online e da un numero crescente di negozi fisici, rientrino a pieno titolo negli obblighi di trasparenza previsti per il credito al consumo.
Si tratta di una novità particolarmente rilevante perché va a colpire un segmento di mercato, quello del buy now pay later, che negli ultimi anni si era sviluppato con grande rapidità restando in larga parte ai margini della disciplina tradizionale sul credito. Molti consumatori, soprattutto i più giovani, utilizzano abitualmente queste formule di pagamento senza percepirle come vero e proprio indebitamento, con il rischio di accumulare più rate contemporaneamente senza una piena consapevolezza dell’esposizione complessiva.
Con le nuove regole, anche questi strumenti dovranno rispettare:
- Obblighi informativi chiari su costi, tempi di rimborso ed eventuali interessi o penali;
- Valutazioni più rigorose della capacità di rimborso da parte di chi eroga il credito;
- Standard uniformi rispetto a quelli già previsti per i prestiti personali di importo più elevato.
L’intento è chiaro: evitare che la frammentazione in piccoli importi diventi una scorciatoia per aggirare le tutele previste dalla legge, contribuendo così a prevenire fenomeni di sovraindebitamento, uno degli obiettivi dichiarati della riforma europea recepita dal decreto.
Pubblicità più prudente: basta messaggi che spingono all’indebitamento facile
La terza novità riguarda il modo in cui i prestiti vengono pubblicizzati e comunicati al pubblico. Il legislatore ha scelto di intervenire direttamente sulle campagne pubblicitarie relative a finanziamenti e prestiti personali, imponendo regole più severe.
D’ora in avanti, gli annunci pubblicitari sui prestiti dovranno riportare in modo chiaro e visibile un’avvertenza obbligatoria: “Attenzione! Prendere in prestito denaro costa denaro”. Un messaggio semplice ma diretto, pensato per ricordare al consumatore, nel momento stesso in cui viene esposto a un’offerta di credito, che ogni finanziamento comporta un costo reale.
Accanto a questo obbligo, il decreto introduce anche un divieto specifico: non sarà più consentito realizzare comunicazioni pubblicitarie che incoraggino un facile indebitamento o che presentino il ricorso al credito come una soluzione priva di conseguenze. Vengono quindi messe nel mirino tutte quelle strategie di marketing che, negli anni, hanno puntato su messaggi rassicuranti o minimizzanti riguardo ai rischi legati all’indebitamento, spesso associati a un linguaggio informale e a una comunicazione pensata per abbassare la percezione del rischio, soprattutto sui canali digitali e social.
Questa stretta si inserisce in un disegno più ampio: la riforma punta a consolidare il principio del credito responsabile, sia dal lato di chi presta denaro sia dal lato di chi comunica e promuove i prodotti finanziari, con un aggiornamento del quadro sanzionatorio per chi non rispetta le nuove regole in materia di pubblicità e trasparenza.
Più diritti con gli algoritmi: diritto a una spiegazione e a un controllo umano
L’ultima grande novità del decreto riguarda un tema sempre più centrale nel settore finanziario: l’uso di sistemi automatizzati e algoritmi per valutare le richieste di credito.
Sempre più banche e società finanziarie si affidano oggi a modelli di scoring automatizzati, basati su algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale, per decidere se concedere o meno un prestito a un cliente. Questi sistemi analizzano una grande mole di dati per stabilire in tempi rapidi l’affidabilità creditizia del richiedente, ma finora il consumatore aveva pochi strumenti per comprendere le ragioni di un’eventuale bocciatura.
Con il nuovo decreto cambia tutto: se una finanziaria utilizza un sistema automatico per valutare una richiesta di prestito, il consumatore ha ora il diritto di:
- Ottenere una spiegazione comprensibile sulla logica alla base della decisione, in particolare in caso di rifiuto della domanda;
- Chiedere la verifica da parte di una persona in carne e ossa, quindi non affidata unicamente a un algoritmo;
- Essere informato sui rischi legati al trattamento dei propri dati personali utilizzati nel processo di valutazione.
Si tratta di un passaggio importante, che introduce nel settore del credito al consumo un principio già presente in altri ambiti normativi europei legati alla protezione dei dati e all’intelligenza artificiale: nessuna decisione automatizzata che incida in modo significativo sulla vita delle persone può essere sottratta a un controllo umano effettivo.
Quando entrano in vigore le nuove regole e cosa cambia per chi chiede un prestito
Le nuove disposizioni non si applicano immediatamente a tutti i contratti in essere. Il decreto prevede infatti un regime transitorio: finanziatori e intermediari del credito dovranno adeguarsi alle nuove regole entro il 20 novembre 2026, salvo termini diversi legati all’emanazione delle disposizioni attuative della Banca d’Italia.
Ai contratti già stipulati prima di questa data continueranno ad applicarsi, invece, le regole previgenti, contenute nel decreto ministeriale del 3 febbraio 2011 e nelle relative norme attuative della Banca d’Italia. Questo significa che, nei prossimi mesi, convivranno due discipline parallele, a seconda della data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.
Per i fornitori di beni e i prestatori di servizi che concedono dilazioni di pagamento, o che operano come intermediari del credito in via accessoria, è inoltre prevista l’iscrizione obbligatoria in un registro pubblico informatizzato, istituito dall’OAM entro nove mesi dall’entrata in vigore del decreto, con l’obbligo di comunicazione da effettuare entro tre mesi dall’istituzione del registro stesso.
Nel complesso, il decreto prestiti ridisegna in modo significativo il rapporto tra chi eroga credito e chi lo richiede. Da un lato si irrigidisce la verifica della capacità di rimborso da parte di banche e finanziarie, dall’altro il consumatore ottiene strumenti nuovi per comprendere e, se necessario, contestare le decisioni che riguardano la propria richiesta di finanziamento.
La pubblicità dei prestiti personali perde diverse leve persuasive tradizionalmente utilizzate nel settore, e guadagna al contempo un’avvertenza obbligatoria sui costi. Allo stesso tempo, anche i piccoli importi e le formule di pagamento dilazionato più diffuse nell’e-commerce entrano a pieno titolo nel perimetro delle tutele, colmando un vuoto che negli ultimi anni aveva lasciato scoperta una fetta crescente del mercato del credito.
Per chi si appresta a richiedere un prestito personale, un finanziamento per un acquisto importante o anche solo una semplice dilazione di pagamento, sarà quindi fondamentale prestare attenzione alle nuove informative, verificare sempre le condizioni economiche proposte e, in caso di dubbi o difficoltà, far valere i diritti di trasparenza e di verifica umana appena introdotti dalla normativa.
Dott. Giovanni Matano
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …
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