ripartono avvisi e controlli · Risoluto


Con la fine della pausa estiva, l’attività ordinaria degli uffici fiscali riprende pienamente. Dal 5 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione possono tornare a notificare cartelle esattoriali, avvisi bonari e comunicazioni di irregolarità che erano stati sospesi durante il periodo feriale. Questa ripresa interessa tutti i contribuenti che hanno ricevuto atti prima dell’estate o che potrebbero riceverne di nuovi nelle prossime settimane. È fondamentale comprendere come funziona la sospensione dei termini e quali sono le conseguenze del mancato pagamento per evitare sorprese.

La sospensione feriale dal 1° agosto al 4 settembre

La normativa prevede che dal 1° agosto al 4 settembre i termini per rispondere a determinate comunicazioni fiscali siano sospesi. Questo significa che i giorni a disposizione del contribuente per regolarizzare la propria posizione si fermano e riprendono a decorrere dal 5 settembre. La sospensione riguarda gli avvisi derivanti dai controlli automatizzati, dai controlli formali e dalla liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata. Ad esempio, se un contribuente ha ricevuto un avviso bonario il 20 luglio con un termine di 30 giorni, il periodo dal 1° agosto al 4 settembre non viene conteggiato. I giorni residui riprendono a scorrere il 5 settembre, dando al contribuente più tempo per agire. È essenziale verificare sempre la data effettiva di ricezione dell’atto e il termine indicato nella comunicazione per calcolare correttamente la scadenza.

Perché è importante non ignorare un avviso bonario

Non rispondere tempestivamente a un avviso bonario può comportare sanzioni più elevate. Se il contribuente regolarizza entro i termini previsti, beneficia di sanzioni ridotte. Per gli esiti del controllo automatizzato, la sanzione è pari al 10% dell’imposta dovuta, che corrisponde a un terzo della sanzione ordinaria del 30%. Per gli esiti del controllo formale, la sanzione è generalmente del 20%. Intervenire subito può quindi fare una grande differenza sull’importo complessivo da pagare. Trascurare un avviso può portare all’iscrizione a ruolo e alla successiva cartella esattoriale, con costi aggiuntivi e interessi.

Le eccezioni alla sospensione estiva

La pausa di agosto non è generalizzata. La circolare 9/E/2024 dell’Agenzia delle Entrate prevede che, in presenza di situazioni di indifferibilità e urgenza, la notifica possa proseguire. Ciò accade, per esempio, quando c’è il rischio concreto di superare i termini di prescrizione o decadenza che impedirebbero allo Stato di recuperare le somme dovute. Inoltre, la notifica può continuare per atti contenenti una notizia di reato da trasmettere all’autorità giudiziaria o in determinate situazioni riguardanti contribuenti sottoposti a procedure concorsuali. Queste eccezioni sono importanti perché alcuni contribuenti potrebbero ricevere atti anche durante il periodo di sospensione.

La ripresa della riscossione e le scadenze della rottamazione

Attenzione a non confondere la tregua fiscale con la rottamazione delle cartelle. La sospensione estiva non comporta automaticamente lo slittamento delle rate della definizione agevolata. Chi è interessato dalla rottamazione deve continuare a rispettare le scadenze previste dalla specifica disciplina. Eventuali proroghe sono stabilite con provvedimenti ad hoc. È quindi fondamentale monitorare il proprio piano di rateizzazione e non dare per scontato che la pausa estiva si applichi a tutte le scadenze fiscali.

Come prepararsi alla ripresa di settembre

Per contribuenti e imprese, il consiglio è di non attendere l’arrivo di una nuova comunicazione per verificare la propria posizione fiscale. Chi ha ricevuto un avviso prima della pausa estiva dovrebbe controllare diversi elementi. In primo luogo, la data di ricezione della comunicazione. Poi, il termine originario per il pagamento. Occorre calcolare i giorni già trascorsi prima del 1° agosto e i giorni residui dopo la sospensione. Infine, verificare eventuali rateizzazioni o definizioni agevolate già attive. Una corretta pianificazione evita errori e permette di rispettare le scadenze senza incorrere in sanzioni.

La nuova procedura di liquidazione automatizzata dell’IVA

Con il provvedimento n. 239129 del 28 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole operative per la liquidazione automatizzata dell’IVA in caso di dichiarazione annuale omessa. Questa procedura si basa sull’incrocio dei dati già presenti nelle banche dati dell’Agenzia, come fatture elettroniche, corrispettivi telematici, comunicazioni LIPE e versamenti effettuati tramite modello F24. La novità è prevista dall’articolo 1, comma 111, della legge n. 199 del 2025, che consente all’Amministrazione finanziaria di procedere anche quando il contribuente non ha presentato la dichiarazione annuale. La procedura si applica non solo quando la dichiarazione è completamente assente, ma anche in caso di omissione sostanziale, ad esempio se la dichiarazione è presentata senza i dati delle operazioni attive necessari per calcolare l’imposta. In assenza di dichiarazione, l’Agenzia determina l’IVA dovuta utilizzando i dati a sua disposizione. Il calcolo parte dall’IVA a debito risultante dall’elaborazione dei dati disponibili. L’esito viene notificato tramite PEC o raccomandata A/R, e il dettaglio è consultabile nel Cassetto Fiscale. Il contribuente ha 60 giorni dalla ricezione per segnalare dati inesatti o elementi non valutati correttamente. Questa nuova procedura rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione dei controlli fiscali, ma richiede ai contribuenti una maggiore attenzione nella gestione dei propri adempimenti.

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.


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