- Il testo integrale della nota stampa
Leggo con stupore e perplessità il recente intervento a mezzo stampa del concittadino Paolo Abruzzese in merito alla gestione del Campo Sportivo comunale “Vincenzo Povia”. Già il fatto che nell’intervento il campo venga indicato con il nome “Bovio” evidenzia una certa confusione. Ma la confusione, a quanto pare, non riguarda soltanto il nome dell’impianto. Mi chiedo, infatti, a quale titolo il signor Abruzzese intervenga pubblicamente per contestare presunte inadempienze del Comune di Trani, dal momento che non risulta essere né il presidente né il legale rappresentante della Polisportiva Trani 2006. Gli atti ufficiali parlano chiaro: sia il contratto di concessione, sottoscritto davanti al Segretario Generale del Comune, sia l’offerta tecnica presentata in sede di gara indicano quale presidente della società il signor Costantino Baratta Pertanto, prima di ergersi a portavoce di un’associazione, sarebbe quantomeno opportuno verificare di averne titolo. Ma veniamo ai fatti, che sono sempre più utili delle polemiche personali.
Nell’intervento del signor Abruzzese si pretende, evidentemente, di attribuire all’Assessore allo Sport competenze che la legge assegna alla struttura amministrativa e, in particolare, ai competenti uffici tecnici. È bene ricordare un principio elementare della pubblica amministrazione: il ruolo politico e quello gestionale sono distinti. L’Assessore esercita le proprie funzioni di indirizzo politico e amministrativo; le verifiche tecniche sui lavori, la loro congruità e conformità, così come gli adempimenti relativi all’agibilità e alle certificazioni, competono agli uffici tecnici e alla dirigenza. Nel caso specifico, tali verifiche spettano al Settore Lavori Pubblici, diretto dal dirigente comunale ing. Puzziferri. Non si tratta, dunque, di “scaricare responsabilità”, come qualcuno vorrebbe far credere, ma semplicemente di rispettare le competenze previste dalla legge. Ed è esattamente ciò che sto facendo nell’esercizio del mio ruolo istituzionale. Se, invece, vogliamo parlare di fatti concreti, i numeri e gli atti amministrativi sono estremamente chiari.
Con determinazione n. 842 del 23 maggio 2025, il Comune ha liquidato 400,00 euro alla FIGC-LND per i diritti di prima omologazione. Successivamente, con determinazione n. 1541 del 10 ottobre 2025, sono stati liquidati ulteriori 4.880,00 euro in favore della LND Impianti S.r.l. per l’omologazione del manto erboso sintetico. I diritti federali necessari all’omologazione dell’impianto, dunque, sono stati regolarmente pagati. Resta poi la questione dei 46.000 euro di cui il signor Abruzzese chiede la restituzione, sostenendo che sarebbero stati spesi “di tasca sua”. Anche in questo caso, basterebbe leggere gli atti prima di lanciare accuse. L’articolo 7 del contratto di concessione stabilisce chiaramente che gli adeguamenti, le certificazioni e le opere edili necessarie per l’omologazione sono a totale carico del concessionario. Non è un’interpretazione del Comune: è un impegno che la società ha assunto sottoscrivendo il contratto. E c’è di più.
Quegli interventi rientravano nel cosiddetto “progetto migliorativo” presentato dalla stessa Polisportiva Trani 2006 nell’ambito della procedura di gara e che ha contribuito all’aggiudicazione della gestione decennale dell’impianto. Perché, dunque, oggi si chieda al Comune di restituire somme che, secondo gli atti sottoscritti, erano a carico del concessionario, è una domanda alla quale non può certamente rispondere l’Assessore allo Sport, ma che trova la sua risposta nelle carte e negli impegni contrattuali assunti. E proprio perché questa Amministrazione intende operare nel pieno rispetto delle regole, la questione non viene affrontata con comunicati o polemiche, ma attraverso le verifiche degli uffici competenti. Come ribadito nella nota ufficiale dell’Ufficio Sport del 24 luglio scorso, prot. n. 55323, il Settore Lavori Pubblici sta effettuando le necessarie verifiche sulla congruità delle somme relative ai lavori eseguiti e sulla loro conformità rispetto a quanto previsto nel progetto presentato dalla società, prima di procedere con gli adempimenti sulla piattaforma federale. Questi si chiamano controlli. E i controlli, in una pubblica amministrazione seria, non sono un ostacolo: sono una garanzia di trasparenza, legalità e corretto utilizzo delle risorse.
Capisco che possano risultare scomodi a chi preferirebbe ottenere risposte immediate alle proprie pretese. Ma il Comune non può e non deve procedere sulla base di dichiarazioni, pressioni o polemiche giornalistiche. Deve attenersi agli atti, ai contratti e alla legge. Per questo invito il signor Abruzzese a rasserenare i toni e a evitare attacchi personali che nulla aggiungono alla discussione. Se davvero si vuole contribuire alla soluzione dei problemi, la strada è una sola: confrontarsi con i documenti, rispettare i ruoli e lasciare che ciascuno svolga le proprie competenze. Magari, prima di parlare a nome della Polisportiva, sarebbe utile anche rileggere lo statuto dell’associazione e verificare chi sia effettivamente il soggetto legittimato a rappresentarla nei rapporti con il Comune. Noi continueremo a fare il nostro lavoro: con serietà, nel rispetto delle regole e nell’interesse della città e, soprattutto, dei tanti giovani che utilizzano e utilizzeranno il Campo “Vincenzo Povia”. Le polemiche possono riempire le pagine dei giornali. Gli atti amministrativi, invece, raccontano i fatti. Vice Sindaco Tommaso Laurora
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